La caduta della casa Usher (Edgar Allan Poe) — Storia e analisi
Una figura solitaria è seduta, avvolta in un mantello, isolata contro un campo di pallida vacuità, interrotto solo dalla geometria austera di bande nere e dal movimento verticale di una tenda. L'occhio è attratto prima dal profilo netto e dai capelli scuri e pesanti; poi dalla mano, quasi scheletrica, che stringe un fiore. Ogni linea è deliberata, ogni spazio tra le linee carico di tensione.
L'immenso vuoto preme, facendo sembrare la figura sia esposta che sepolta, come se la stanza stessa si stesse chiudendo. Il nastro che pende dal mantello è l'unico abbellimento, un gesto di vita in una scena altrimenti priva di essa. Creata nel 1894, quest'immagine appartiene al mondo di Aubrey Beardsley, le cui illustrazioni hanno trasformato l'aspetto della letteratura della fine del XIX secolo. L'economia severa di linee del disegno e i contrasti drammatici parlano dei gusti del movimento Decadente, che valorizzava l'eleganza, l'artificio e l'intensità psicologica.
Tali opere venivano spesso commissionate per accompagnare le storie più inquietanti dell'epoca; qui, Il crollo della casa Usher di Edgar Allan Poe, rispecchiando la loro atmosfera di paura e crollo. Donata dal Metropolitan Museum of Art a Wikimedia Commons, quest'opera è una testimonianza di un'epoca in cui artisti e scrittori cercavano bellezza nello strano e nell'inquieto. Più a lungo si guarda, più il silenzio nell'immagine sembra farsi denso.
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