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Agonia nell'orto — Storia e analisi

Giovanni Bellini dipinse L'agonia nel giardino intorno al 1458–1460, poco dopo che suo cognato Andrea Mantegna avesse completato la propria versione del soggetto, e imitò deliberatamente le rocce scolpite e le pieghe nette della drapperia di Mantegna. Mostra la lotta solitaria di Cristo a Getsemani la notte prima della Crocifissione. Il momento scelto da Bellini è la notte prima della Crocifissione, quando Cristo, inginocchiato lontano dai suoi discepoli addormentati, prega per la liberazione mentre un angelo appare portando il calice della sofferenza.

Il paesaggio roccioso è reso con grande attenzione ai dettagli, ogni ulivo contorto e il lontano muro della città attirano lo spettatore nella narrazione. Le mani di Cristo sono unite, la sua espressione è rassegnata ma speranzosa, mentre Pietro, Giacomo e Giovanni giacciono ignari in primo piano, la loro vulnerabilità sottolineata dalle loro posture disperse. La luce morbida e fresca che illumina la scena suggerisce l'alba, un simbolo sia del tradimento imminente che della redenzione finale.

Rispetto all'Agonia nel giardino più rigida e scultorea di Andrea Mantegna, la versione di Bellini è più dolce, pervasa da una malinconia silenziosa. Guarda oltre il fiume: Giuda sta già conducendo un gruppo di soldati verso Cristo. Un palo di recinzione appuntito posizionato direttamente sotto il calice suggerisce la corona di spine che porterà.

Il dipinto, in tempera d'uovo su legno, misura 80,4 × 127 cm ed è esposto alla National Gallery di Londra.

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