Danza dei Majos sulle rive del Manzanares — Storia e analisi
Quando Francisco de Goya dipinse La Danza dei Majos sulle Sponde del Manzanares nel 1776, stava rispondendo a una commissione reale che avrebbe lanciato la sua carriera alla corte spagnola. I cartoni per arazzi del Palazzo Reale di El Pardo erano destinati a decorare le sale da pranzo dei principi, e le vivaci scene della vita madrilena di Goya—soprattutto questa—catturarono l'attenzione sia dei mecenati che dei rivali. Non si trattava semplicemente di decorazione: era una dichiarazione sullo spirito del popolo spagnolo, visto attraverso la lente delle classi popolari della capitale.
L'energia gioiosa e l'umorismo terreno dell'opera erano così attraenti che Goya divenne presto il pittore preferito dell'aristocrazia spagnola. Il dipinto cattura un pomeriggio soleggiato lungo il fiume Manzanares, dove giovani—majos e majas—si riuniscono per ballare, flirtare e mostrare i loro abiti eleganti. Goya congela l'azione nel momento in cui i ballerini, con le mani alzate e i piedi pronti, vengono travolti dai ritmi della seguidilla, una danza tradizionale di Madrid. I costumi brillanti, con le loro cinture audaci e le mantillas di pizzo, contraddistinguono queste figure come membri orgogliosi della classe operaia della città, i cui gesti sono pieni di spavalderia e arguzia.
Sullo sfondo, gli spettatori si rilassano sull'erba, mentre la silhouette della città brilla sotto il caldo. A differenza dei contadini idealizzati di Jean-Baptiste Greuze o delle scene pastorali di François Boucher, i majos di Goya sono persone reali, piene di sicurezza e risate, che non hanno paura di rivendicare la riva del fiume come il loro palcoscenico. Come cartone per arazzo, La Danza dei Majos sulle Sponde del Manzanares non era mai destinata a essere vista come un dipinto finito, eppure la sua pennellata sciolta e la palette vibrante accennano già all'audacia che avrebbe caratterizzato le opere successive di Goya. Il cartone originale è ancora conservato al Prado, mentre l'arazzo stesso adornava un tempo il palazzo reale.
Nel corso dei secoli, il dipinto è rimasto in Spagna, testimoniando il genio precoce di Goya e la sua fascinazione per le tradizioni di Madrid. Oggi, si erge sia come documento della cultura popolare del XVIII secolo sia come pietra miliare nella carriera dell'artista che sarebbe diventato il pittore più celebrato della Spagna.
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