Lepre morta — Storia e analisi
Lepri morti è uno dei rari nature morte di Francisco de Goya, dipinto nel 1808 durante un periodo di intensa agitazione mentre le armate di Napoleone invadevano la Spagna. A differenza dei suoi ritratti più famosi e delle sue oscure allegorie, quest'opera è entrata silenziosamente nella collezione del Prado senza clamore né scandalo, ma da allora ha attirato l'attenzione per la sua rappresentazione cruda e spoglia della morte. Il soggetto del dipinto—caccia appena uccisa—era un motivo familiare nell'arte spagnola, ma il trattamento di Goya è notevole per la sua mancanza di ornamenti e il suo realismo quasi clinico.
Gli studiosi hanno osservato che quest'opera potrebbe riflettere le ansie personali dell'artista durante la Guerra Peninsulare, quando la violenza e la mortalità erano realtà quotidiane. Il dipinto presenta due lepri, i loro corpi flaccidi e inanimati, disposti su una lastra di pietra grezza. Goya sceglie un momento dopo la caccia, quando l'emozione della caccia è svanita e rimane solo l'evidenza muta della morte. Il pelo delle lepri è reso con colpi di pennello rapidi e testurizzati, i loro occhi vitrei e le loro zampe distese in una posa goffa.
Non c'è cacciatore, non c'è paesaggio—solo gli animali stessi, isolati contro uno sfondo scuro. Questa austerità distingue Lepri morti dalle abbondanti e quasi celebrative nature morte di Juan Sánchez Cotán, i cui pezzi di selvaggina appaiono spesso come trofei; le lepri di Goya, al contrario, sembrano invitare alla riflessione sulla fragilità della vita piuttosto che sulla sua conquista. Le origini di Lepri morti non sono completamente documentate e l'identità del suo primo proprietario rimane sconosciuta. È probabile che Goya l'abbia dipinta per un collezionista privato, poiché le nature morte di selvaggina erano popolari tra l'élite spagnola all'inizio del XIX secolo.
L'opera è infine entrata nel Museo del Prado, dove ora è appesa tra i dipinti più celebri di Goya, offrendo uno sguardo più tranquillo ma non meno convincente sul suo mondo. Oggi, si erge come un raro esempio dell'impegno di Goya con il genere della natura morta, rivelando la sua capacità di trovare dramma e significato nei soggetti più umili.
Altre opere di Francisco de Goya

Il sonno della ragione genera mostri (Serie Caprichos)
Francisco de Goya

Ritratto di Doña María Teresa de Vallabriga e Rozas (1759-1820)
Francisco de Goya

Ritratto della duchessa di Osuna
Francisco de Goya

Regina di Spagna Maria Luisa, nata Bourbon-Parma
Francisco de Goya

Regina María Luisa a Cavallo
Francisco de Goya

E non c'è rimedio
Francisco de Goya

L'Immacolata Concezione
Francisco de Goya

Ritratto di Gaspar Melchor de Jovellanos
Francisco de Goya

Ritratto di Maria Josefa di Spagna
Francisco de Goya

Carlo IV in abiti da caccia
Francisco de Goya






