Mirabeau e Dreux-Brézé, il 23 giugno — Storia e analisi
Il 23 giugno 1789, l'aria all'interno della Salle des Menus-Plaisirs a Versailles era carica di tensione mentre il destino della monarchia francese pendeva in bilico. Fu in questo giorno che Honoré Gabriel Riqueti, conte di Mirabeau, affrontò il marchese di Dreux-Brézé, maestro di cerimonie del re, in un drammatico confronto che sarebbe diventato un simbolo della nascita della Rivoluzione francese. Quando Dreux-Brézé ordinò ai deputati della neocostituita Assemblea nazionale di disperdersi per ordine del re, Mirabeau si rifiutò famosamente, dichiarando: “Andate a dire a coloro che vi hanno mandato che siamo qui per volontà del popolo e che ce ne andremo solo alla punta di un bayonetta.” Eugène Delacroix scelse questo momento carico per il suo dipinto del 1831 Mirabeau e Dreux-Brézé, il 23 giugno, catturando la collisione tra la vecchia autorità e la determinazione rivoluzionaria. Delacroix congela il dramma nel momento in cui Mirabeau si alza, il braccio teso in sfida, mentre Dreux-Brézé, rigido nel suo elaborato abito di corte, indietreggia scioccato.
I deputati intorno a Mirabeau sono bloccati tra paura e ispirazione, i loro volti illuminati da un raggio di luce che cade sull'assemblea, evidenziando il divario tra il vecchio regime e il nuovo ordine. I ricchi rossi e dorati della sala contrastano con il nero cupo degli abiti dei deputati, sottolineando la gravità del momento. Il gesto energico del pittore e la composizione teatrale richiamano Jacques-Louis David e il suo Il Giuramento del Gioco della Palla, tuttavia, la scena di Delacroix parla meno di unità e più di confronto: una precoce fascinazione romantica per la volontà individuale contro la tradizione. Le circostanze esatte della creazione di Mirabeau e Dreux-Brézé, il 23 giugno rimangono in parte oscure, poiché il medium e la provenienza iniziale non sono saldamente stabiliti nei registri sopravvissuti.
Dipinta nel 1831, durante un periodo in cui Delacroix era profondamente impegnato con temi rivoluzionari, si colloca accanto alle sue opere più conosciute come Libertà che guida il popolo come prova della sua fascinazione per la turbolenta storia della Francia. Sebbene la posizione attuale del dipinto non sia certa, viene spesso discussa negli studi sull'immaginario politico di Delacroix e sul suo ruolo nella formazione della memoria visiva della Rivoluzione. Il potere duraturo dell'opera risiede nella sua capacità di far sembrare un confronto storico cruciale immediato e vivo, una testimonianza dell'occhio dell'artista per il dramma della storia.
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