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Ritratto di Jan Rijcksen e di sua moglie Griet Jans — Storia e analisi

Nel 1633, il prospero armatore di Amsterdam Jan Rijcksen e sua moglie Griet Jans commissionarono a Rembrandt van Rijn—allora appena 27enne e da poco arrivato in città—di dipingere i loro ritratti. Ciò che rende questo doppio ritratto notevole è che è tra i primi esempi conosciuti di Rembrandt che ritrae una coppia sposata insieme su una sola tela, piuttosto che come pendants separati, un formato più comune all'epoca. Questa scelta non segnalava solo l'unità della coppia, ma anche la loro ambizione sociale, poiché Rembrandt stava già guadagnando una reputazione per il suo approccio innovativo al ritratto. Rembrandt cattura Jan Rijcksen seduto alla sua scrivania, un libro contabile aperto davanti a lui, la mano sospesa come se fosse stata interrotta a metà calcolo; Griet Jans è seduta vicino, il suo sguardo diretto, la mano che riposa delicatamente sulla spalla del marito.

Il gioco di luci si diffonde sui loro volti e mani, attirando l'attenzione dello spettatore sul legame tra di loro e sugli strumenti del loro mestiere: la penna, i documenti, l'abbigliamento modesto ma ricco. La catena d'oro indossata da Jan suggerisce il suo status, mentre il vestito sobrio di Griet parla dei valori calvinisti della classe mercantile olandese. A differenza dei ritratti formali e distaccati di Frans Hals, la composizione di Rembrandt sembra intima, la connessione tra la coppia è palpabile, la loro individualità preservata. Il dipinto è rimasto in mani private per secoli, la sua provenienza è solo parzialmente documentata, tipico di molti ritratti olandesi dell'epoca.

Sebbene i committenti originali siano noti, il viaggio della tela attraverso collezioni nei Paesi Bassi e oltre è meno certo, con la sua attribuzione a Rembrandt van Rijn mai seriamente messa in discussione grazie alla sua caratteristica gestione della carne e del tessuto. Oggi, Ritratto di Jan Rijcksen e di sua moglie Griet Jans è conservato nella collezione del Museo del Prado, dove si erge come una testimonianza precoce della capacità di Rembrandt di catturare sia la somiglianza che la vita interiore dei suoi soggetti—un'abilità che presto lo avrebbe reso il ritrattista più ricercato di Amsterdam.

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