Ritratti di Susanna van Collen e di sua figlia Anna — Storia e analisi
Quando Rembrandt van Rijn dipinse Ritratti di Susanna van Collen e di sua figlia Anna nel 1632, aveva solo ventisei anni ed era già il ritrattista più ricercato di Amsterdam. Questo doppio ritratto cattura uno sguardo raro e intimo nel mondo domestico dell'età dell'oro olandese, in un momento in cui Rembrandt stava rapidamente guadagnando fama e fortuna. I soggetti, Susanna van Collen e la sua giovane figlia Anna, appartenevano a una famiglia di mercanti prosperi e commissionare un ritratto a Rembrandt era una chiara dichiarazione di status e gusto.
Il dipinto è particolarmente notevole perché, a differenza di molte delle opere successive e più introspettive di Rembrandt, emana un senso di orgoglio familiare e di esposizione pubblica. Gli studiosi continuano a dibattere se questo ritratto fosse originariamente abbinato a un pezzo compagno del padre di Anna, Jan Jacobsz Hinlopen, ora perso o non rintracciato. Lo spettatore incontra Susanna seduta con Anna vicino a lei, le loro mani delicatamente intrecciate, un gesto che parla sia di affetto materno che dell'importanza della discendenza. L'abito elaborato di Susanna, con il suo pizzo scintillante e i gioielli costosi, segnala la ricchezza della sua famiglia, mentre l'abbigliamento più modesto di Anna rivela la sua giovinezza e le aspettative che le vengono imposte.
L'uso della luce da parte di Rembrandt cade dolcemente sui loro volti, animando i loro tratti e attirando lo sguardo sul sottile gioco di sguardi tra madre e figlia. Questo momento, scelto da Rembrandt, non è di grande narrativa, ma di connessione silenziosa, un tema che avrebbe ripreso in opere successive come Ritratto di Agatha Bas. A differenza dei ritratti più formali e distaccati dei suoi contemporanei come Frans Hals, Rembrandt qui invita lo spettatore in un mondo privato, rendendo il legame tra i soggetti il vero soggetto. La storia fisica di Ritratti di Susanna van Collen e di sua figlia Anna è meno documentata rispetto ad alcune delle altre commissioni di Rembrandt.
Probabilmente è rimasta in possesso della famiglia per diverse generazioni, come era consuetudine, prima di entrare nel mercato dell'arte nel diciottesimo o diciannovesimo secolo. L'attribuzione a Rembrandt non è mai stata seriamente contestata, grazie alla sua caratteristica gestione della pittura e alla profondità psicologica che contraddistingue i suoi ritratti precoci. Oggi, il dipinto è riconosciuto come un esempio significativo del periodo di Amsterdam di Rembrandt, quando stava sperimentando con ritratti di gruppo e doppi e sviluppando le tecniche espressive che avrebbero definito la sua carriera successiva.
La sua attuale ubicazione non è sempre registrata in modo coerente, un promemoria di come anche le opere dei più grandi artisti possano talvolta sfuggire alla vista pubblica.
Altre opere di Rembrandt van Rijn

Il ritorno del figliol prodigo
Rembrandt van Rijn

La Crocifissione
Rembrandt van Rijn

Rembrandt e Saskia nella scena del Figliol Prodigo
Rembrandt van Rijn

Autoritratto con un pesante cappello di pelliccia: busto
Rembrandt van Rijn

Ritratto di una Vecchia Donna Seduta con le Mani Giunte
Rembrandt van Rijn

Ritratto di una giovane donna
Rembrandt van Rijn

Ritratto di Hendrickje Stoffels
Rembrandt van Rijn

Ritratto di Rembrandt
Rembrandt van Rijn

Ritratto dell'Artista
Rembrandt van Rijn

Ritratti di Jean Pellicorne e di suo figlio Casper
Rembrandt van Rijn






