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Radunando i tori — Storia e analisi

Quando Francisco de Goya dipinse Radunare i tori nel 1787, stava lavorando a un grande incarico per la Reale Fabbrica di Arazzi di Santa Bárbara, creando disegni per decorare la sala da pranzo del Principe e della Principessa delle Asturie a El Escorial. I cartoni per arazzi di questa serie, compresa quest'opera, catturano scene vivaci della vita popolare spagnola, un tema raramente celebrato nei palazzi reali prima di questo ambizioso progetto. Le scene di Goya sulle tradizioni rurali e sui festival offrirono alla corte borbonica una finestra vivida sul mondo al di là di Madrid, e Radunare i tori divenne una delle rappresentazioni più dinamiche dei costumi spagnoli nel suo ciclo di arazzi. Il dipinto congela l'istante in cui i villaggi, armati di lunghe pertiche e puro coraggio, tentano di radunare un gruppo di potenti tori.

La polvere si solleva sotto gli zoccoli, e la tensione tra uomo e bestia è palpabile: le cinture brillanti degli uomini e i loro gesti urgenti contrastano con le forme scure e muscolose degli animali. La composizione di Goya attira lo sguardo verso il centro, dove un toro carica in avanti, catturando sia il pericolo che l'emozione del raduno. A differenza delle scene eroiche di combattimenti di tori dipinte da artisti precedenti come Francisco Rizi, la versione di Goya è meno incentrata sullo spettacolo e più sul coraggio quotidiano delle persone comuni.

L'orizzonte basso e il cielo ampio conferiscono alla scena un senso di apertura, mentre la palette terrosa la radica saldamente nella campagna spagnola. Il cartone originale per Radunare i tori è ora ospitato nel Museo del Prado, insieme a molte altre opere di Goya di questo periodo. Sebbene il mezzo esatto del cartone non sia sempre specificato, Goya lavorava tipicamente a olio su tela per questi pezzi preparatori. Nel corso del tempo, questi cartoni hanno guadagnato riconoscimento non solo come design funzionali, ma anche come opere d'arte significative a pieno titolo, offrendo uno sguardo sullo stile precoce di Goya prima delle sue opere più scure e introspettive degli anni successivi.

L'arazzo stesso, un tempo esposto in ambienti reali, è ora parte del patrimonio artistico della Spagna, con i cartoni che fungono da testimonianza della acuta osservazione di Goya sulla vita spagnola e del suo approccio innovativo alla pittura di genere.

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