L'ultima comunione di San Giuseppe da Calasanzio — Storia e analisi
Quando Francisco de Goya dipinse L'ultima comunione di San Giuseppe di Calasanz nel 1819, si avvicinava alla fine della sua vita turbolenta, proprio come il suo soggetto, il sacerdote anziano Giuseppe di Calasanz, era rappresentato alla fine della sua. Un aspetto unico di quest'opera è che fu commissionata dai Padri Piaristi di Madrid per commemorare il fondatore del loro ordine, morto nel 1648 e canonizzato nel 1767. Il dipinto segna uno degli ultimi incarichi religiosi di Goya, creato in un periodo in cui la sua salute e l'udito stavano diminuendo, e la sua arte era diventata sempre più introspettiva e cupa.
Si erge come un raro esempio della pittura religiosa tardiva di Goya, in netto contrasto con le visioni oscure e private delle sue Pitture Nere dello stesso periodo. La scena cattura il momento solenne in cui il vecchio Calasanz, fragile e in ginocchio, riceve l'Eucaristia per l'ultima volta, circondato dai suoi devoti seguaci. Goya colloca il sacerdote al centro, i suoi capelli bianchi e le mani tremanti illuminati da un raggio di luce che scende dall'alto, una metafora visiva della grazia divina che discende nell'ora della morte. Le figure intorno a lui, rese con la tecnica espressiva del pennello di Goya, mostrano una gamma di emozioni: riverenza, tristezza e meraviglia.
Il calice, l'abito del sacerdote e la palette sobria ancorano l'opera saldamente nel mondo del rituale cattolico. A differenza delle rappresentazioni idealizzate, quasi teatrali, di artisti precedenti come Murillo, l'approccio di Goya è intimo e umano, concentrandosi sulla vulnerabilità del santo e sulla gravità del sacramento. Dopo il suo completamento, L'ultima comunione di San Giuseppe di Calasanz è rimasta con l'ordine Piarista, apprezzata come un testimone sia del loro fondatore che dell'abilità duratura del Goya invecchiato. Nel corso degli anni, il dipinto è stato accuratamente preservato e oggi si trova nella Chiesa di San Antón a Madrid, ancora di proprietà dei Piaristi.
La sua attribuzione non è mai stata messa in dubbio, grazie allo stile distintivo di Goya e all'incarico documentato. L'opera occupa un posto unico nella carriera tardiva di Goya, fungendo da ponte tra i suoi incarichi religiosi pubblici e le opere profondamente personali, spesso inquietanti, che ha creato nei suoi ultimi anni.
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