Le cave di Le Chou vicino a Pontoise — Storia e analisi
Quando Paul Gauguin dipinse Le Cave di Le Chou vicino a Pontoise nel 1882, era ancora un agente di cambio durante il giorno, dipingendo nelle ore libere lasciate dalle esigenze di Parigi. Questo fu un periodo di ricerca inquieta per Gauguin, che non aveva ancora messo piede a Tahiti né abbracciato i colori e le forme audaci che avrebbero poi definito il suo stile. Il dipinto è uno dei pochi dei suoi primi anni trascorsi in compagnia di Camille Pissarro a Pontoise, dove l'artista più anziano incoraggiava Gauguin a dipingere direttamente dalla natura.
È un raro scorcio di Gauguin prima della sua rottura con l'Impressionismo, che lavora fianco a fianco con i pionieri del movimento. La scena cattura le aspre cave calcaree alla periferia di Pontoise, un paesaggio segnato dall'industria ma addolcito dalla luce delicata del nord della Francia. Gauguin sceglie un momento di lavoro tranquillo: i lavoratori, quasi indistinguibili dalla terra stessa, scolpiscono la pietra, le loro forme si fondono con gli ocra e i grigi della collina. La composizione guida l'occhio in diagonale verso l'alto, seguendo le linee delle pareti della cava, mentre un pezzo di verde in cima accenna alla vita che persiste sopra le cicatrici.
A differenza delle rappresentazioni più vivaci del lavoro rurale di Pissarro, la versione di Gauguin appare contemplativa: le sue figure sono quasi sopraffatte dalla terra, suggerendo la piccolezza dell'impegno umano di fronte al peso della natura e del tempo. La storia successiva del dipinto è meno drammatica del suo soggetto; rimase con Gauguin per diversi anni mentre lottava per vendere le sue prime opere. Solo dopo la sua fama postuma i collezionisti iniziarono a cercare queste tele formative, riconoscendo in esse i semi delle sue innovazioni successive. Oggi, Le Cave di Le Chou vicino a Pontoise si erge come un documento importante dell'apprendistato di Gauguin nel cerchio impressionista, una registrazione del suo dialogo con Pissarro e la campagna francese prima della sua radicale partenza verso il Simbolismo.
La sua presenza nelle collezioni museali ci consente di tracciare l'arco di un artista che presto avrebbe lasciato sia Parigi che l'Impressionismo molto indietro.
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