Morte di San Alberto di Gerusalemme — Storia e analisi
Pochi artisti iniziano la loro carriera pubblica con un omicidio, ma Francisco de Goya ha fatto proprio questo quando, nel 1772, ha presentato La morte di San Alberto di Gerusalemme al concorso per un posto all'Accademia Reale delle Belle Arti di San Fernando. Il dipinto cattura l'assassinio di un patriarca santificato, un soggetto scelto non da Goya stesso, ma stabilito dall'Accademia come un test di abilità narrativa e composizione drammatica. Il giovane Goya, allora poco più che ventenne, era ansioso di dimostrare il proprio valore dopo diversi rifiuti precedenti.
Quest'opera segna il suo primo grande passo verso il riconoscimento a Madrid, la città che avrebbe plasmato il suo futuro. La tela congela il momento fatale del 14 settembre 1214, quando San Alberto, il Patriarca latino di Gerusalemme e autore della Regola carmelitana, fu colpito durante una processione religiosa ad Acri. Goya seleziona l'istante della violenza: l'assassino si lancia dalla folla, pugnale sollevato, mentre Alberto – vestito con le vesti episcopali – si volta, il suo gesto è sia difensivo che rassegnato. Le vesti bianche del santo catturano la luce più brillante, isolandolo dalle ombre vorticosi della folla, mentre il volto dell'attaccante è parzialmente coperto, enfatizzando il tradimento.
Il dramma e l'illuminazione teatrale richiamano l'influenza di Tiepolo, che Goya aveva studiato in Italia, ma le figure di Goya sono più terrene, i loro gesti meno idealizzati rispetto a quelli di, ad esempio, Il martirio di San Pietro Martire di Tiziano. Sebbene il mecenate originale del dipinto fosse la stessa Accademia, La morte di San Alberto di Gerusalemme è stata raramente vista al di fuori delle collezioni istituzionali. Il suo medium non è registrato in modo definitivo, ma è probabile che si tratti di olio su tela, tipico per le presentazioni accademiche dell'epoca. L'opera sopravvive come un testimone dell'ambizione precoce di Goya e della sua abilità nella narrazione storica, anche prima che emergesse il suo stile più personale.
Oggi, rimane nella collezione del Museo del Prado, un promemoria dell'impulso del giovane artista a entrare nelle fila dei pittori ufficiali di Spagna.
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