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Mattina. Andare al lavoro (dopo Millet) — Storia e analisi

Poche opere di Vincent van Gogh rivelano così direttamente la sua ammirazione per un altro artista come Morning. Going to Work (after Millet). Dipinta nel 1890, pochi mesi prima della sua morte, quest'opera fa parte di una serie straordinaria in cui van Gogh ha copiato e reinterpretato composizioni di Jean-François Millet, il pittore francese che definì "più padre per me di chiunque altro".

Van Gogh non si limitò a riprodurre le immagini di Millet; le trasformò, infondendo in esse il suo colore, la sua energia e il suo senso di empatia. Questo dipinto è una delle almeno ventuno "traduzioni" di Millet che van Gogh completò durante i suoi ultimi anni, un periodo segnato sia da un'intensa creatività che da lotte personali. La scena cattura una fila di lavoratori che avanzano attraverso un campo gelato all'alba, le loro forme piegate sotto il peso di un'altra giornata di lavoro. La pennellata di Van Gogh è urgente e ritmica, animando i cappotti dei lavoratori e la terra sotto i loro piedi con spessi e vorticosi colpi di pennello.

Il cielo giallo pallido, striato di rosa, segnala la speranza e le difficoltà di un nuovo mattino, mentre le silhouette scure delle figure sottolineano il loro anonimato e la loro solidarietà. Dove l'originale di Millet era sobrio, la versione di Van Gogh pulsa di colore e movimento, trasformando un momento tranquillo della vita rurale in una vivida meditazione sulla resistenza. La composizione del dipinto, con l'orizzonte basso e il cielo vasto, riecheggia The Sower di Van Gogh e la sua fascinazione per tutta la vita per la dignità del lavoro rurale. Il mezzo esatto di Morning.

Going to Work (after Millet) è incerto, poiché Van Gogh lavorò sia a olio che ad acquerello per la sua serie su Millet, spesso su carta a causa delle risorse limitate durante il suo soggiorno nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy. La storia successiva del dipinto è meno documentata rispetto ad alcune delle sue altre opere, ma si erge come un testimone dello stile tardivo di Van Gogh e del suo dialogo con l'arte del passato. Oggi, l'opera è conservata in una collezione privata, raramente esposta, e serve come un toccante promemoria dell'ultimo anno di Van Gogh, un periodo in cui, nonostante la malattia e l'isolamento, si avvicinò ai suoi eroi artistici e, facendo ciò, creò qualcosa di unicamente suo.

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