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Ritratto della duchessa d'Alba — Storia e analisi

Una donna si trova sola all'aperto, vestita con un abito di mussola bianca rifinito in oro, i suoi capelli neri adornati con un nastro rosso e la vita cinte da una larga fascia rossa; incontra direttamente lo sguardo dello spettatore, con la mano destra tesa per indicare un'iscrizione sul terreno sabbioso accanto al suo piccolo cane bianco, che indossa anch'esso un fiocco rosso. Questa è María Cayetana de Silva, 13ª Duchessa di Alba, mostrata all'età di 33 anni, guarita da una malattia e presentata con un'impressionante miscela di dignità e individualità, i suoi gioielli e la sua posa sottolineano il suo status e la sua personalità. Francisco de Goya completò questo ritratto nel 1795, dopo un incarico menzionato per la prima volta in una lettera l'anno precedente, come parte di un paio di ritratti a grandezza naturale per il Duca e la Duchessa di Alba, figure influenti alla corte spagnola.

I bianchi e i rossi dominanti della composizione, insieme al vestito quasi neoclassico, riflettono la moda francese contemporanea e possono richiamare stili di ritratto inglesi che Goya conosceva attraverso le stampe. La scelta di collocare la Duchessa in un paesaggio aperto, con le sue terre sullo sfondo, segnala la sua ricchezza e autonomia, mentre il suo gesto verso la firma di Goya rende l'atto di dipingere parte della scena. Questo ritratto, noto come La Duchessa Bianca, si colloca in un punto di svolta nella carriera di Goya, precedendo la più scura Duchessa Nera dipinta due anni dopo, e segna il suo impegno sia con la grandezza cortigiana che con la presenza psicologica.

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