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Donna che si pettina — Storia e analisi

Quando Pierre-Auguste Renoir dipinse Donna che si pettina i capelli nel 1907, si trovava nel pieno di quello che i critici chiamano ora il suo "periodo tardo"—un momento in cui le sue mani erano compromesse dall'artrite reumatoide, eppure continuava a dipingere con i pennelli legati ai polsi. Quest'opera appartiene a una serie di studi intimi di donne al loro toilette, un tema a cui Renoir tornò ossessivamente negli ultimi anni. A differenza della sua tecnica impressionista precedente, più leggera, qui abbraccia una gestione lussureggiante, quasi scultorea della forma, come se stesse modellando la carne con il colore.

L'identità del modello rimane incerta, anche se alcuni credono che fosse una delle giovani donne che frequentavano il suo studio a Cagnes-sur-Mer, dove la luce mediterranea ispirò un nuovo calore nella sua tavolozza. La scena cattura un rituale privato: una donna, assorbita nel semplice atto di passare un pettine tra i capelli. Renoir sceglie un momento di grazia disinvolta, con la testa del modello inclinata, il braccio sollevato, la curva della sua schiena che riecheggia le forme arrotondate che riempiono la composizione. La luce accarezza la sua pelle, conferendole un bagliore perlaceo, mentre lo sfondo si dissolve in un colore morbido e indistinto.

L'attenzione è sul piacere tattile della pittura—il modo in cui carne, capelli e tessuto sembrano fondersi insieme. Rispetto agli studi più netti e analitici di Edgar Degas sulle donne al loro toilette, l'approccio di Renoir è più delicato, meno preoccupato per le realtà del lavoro o della fatica, e più per la sensualità della vita quotidiana. Donna che si pettina i capelli non è mai stata esposta durante la vita di Renoir, e la sua provenienza iniziale è incerta—un destino comune per molte opere del suo periodo tardo, che spesso venivano vendute direttamente dallo studio a collezionisti privati. Il suo medium è incerto, anche se la maggior parte delle opere di Renoir di questo periodo sono oli su tela.

Oggi, il dipinto è riconosciuto come parte dell'esplorazione dell'artista sulla forma femminile, un tema centrale che lo ha occupato fino alla sua morte nel 1919. Si erge come un testimone della sua resilienza e visione in evoluzione, collegando il tocco aereo dell'Impressionismo con un senso più solido, quasi classico, di volume. Il dipinto ora è appeso in una collezione privata, la sua dolce intimità preservata per il raro spettatore.

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