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Donna con capelli neri (Giovane donna con capelli neri, busto) — Storia e analisi

Negli ultimi anni della sua vita, Pierre-Auguste Renoir era quasi paralizzato dall'artrite reumatoide, con le mani contorte e legate, eppure continuava a dipingere con i pennelli legati ai polsi. Donna con Capelli Neri (Jeune femme aux cheveux noirs, buste), creata nel 1911, si erge come un testimone della sua incrollabile devozione all'arte, anche quando il dolore fisico minacciava di silenziarlo. L'identità della modella rimane incerta, aggiungendo uno strato di mistero che ha intrigato studiosi e spettatori.

Alcuni suggeriscono che fosse una delle molte giovani modelle che visitavano lo studio di Renoir a Cagnes-sur-Mer, mentre altri vedono echi di sua moglie, Aline, o della sua musa preferita, Gabrielle Renard. Ciò che è certo è che quest'opera appartiene al periodo tardo dell'artista, quando la sua tavolozza divenne più calda e le sue forme più arrotondate. Il dipinto cattura una donna in riposo, i suoi capelli scuri incorniciano un volto leggermente girato, le labbra socchiuse come se fosse sul punto di parlare. Renoir sceglie un momento tranquillo e intimo, concentrandosi sulla morbidezza della carne e sulla dolce caduta della luce sulla sua guancia e sulle spalle scoperte.

L'assenza di accessori elaborati o dettagli di sfondo dirige lo sguardo verso la presenza diretta del modello, il suo sguardo è sia invitante che elusivo. La pennellata è sciolta ma sicura, i colori brillano con il calore caratteristico dei ritratti tardivi di Renoir. Rispetto al realismo più netto dei ritratti di Edgar Degas, l'approccio di Renoir qui è più preoccupato per l'atmosfera e le qualità tattili della pelle e dei capelli, invitando lo spettatore a soffermarsi sulla sensazione di presenza piuttosto che sulla narrazione. Come per molte delle opere tardive di Renoir, la provenienza precisa di Donna con Capelli Neri è difficile da tracciare, poiché ha prodotto numerosi ritratti femminili a busto durante questo periodo, spesso per collezionisti privati o come regali.

Il medium non è sempre registrato chiaramente, anche se l'olio su tela è tipico dei suoi ritratti di questo periodo. Dopo la morte di Renoir nel 1919, le opere del suo studio furono disperse attraverso vendite e eredità, e questo dipinto è apparso da allora in varie mostre dedicate ai suoi ultimi anni. Oggi è riconosciuto come un esempio primario della duratura fascinazione dell'artista per la bellezza della figura umana e della straordinaria vitalità che trovò nel dipingere, anche quando il suo stesso corpo lo abbandonava.

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