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Doppio ritratto di una giovane ragazza — Storia e analisi

Quando Paul Gauguin dipinse Doppio Ritratto di una Giovane Ragazza nel 1883, era ancora un agente di cambio a Parigi, dipingendo la sera e nei fine settimana, ma stava già cercando un nuovo linguaggio artistico. Quest'opera si distingue come una delle rare occasioni in cui Gauguin, che in seguito sarebbe diventato famoso per le sue scene tahitiane, ha rivolto la sua attenzione al mondo dei bambini e all'intimità domestica. L'identità del soggetto rimane incerta, ma alcuni studiosi hanno ipotizzato che potrebbe essere una delle figlie di Gauguin, riflettendo un momento personale, quasi privato, catturato prima della sua rottura stilistica radicale.

La data del dipinto lo colloca al confine della sua transizione dall'Impressionismo alle audaci sperimentazioni che avrebbero definito la sua carriera successiva. Una giovane ragazza appare due volte, fianco a fianco, come se fosse catturata in due momenti o stati d'animo. A sinistra, guarda direttamente lo spettatore, con un'espressione aperta e in cerca; a destra, distoglie lo sguardo, persa nei pensieri o forse ritirandosi timidamente dal nostro sguardo. Il raddoppio non è un trucco dello specchio, ma un ritratto psicologico: Gauguin esplora la natura mutevole dell'identità infantile, il modo in cui un bambino può essere sia presente che ritirato nello stesso istante.

La luce morbida e naturale e la modellazione delicata del volto richiamano l'influenza dell'Impressionismo, in particolare le scene domestiche di Berthe Morisot, eppure la tavolozza di Gauguin si sta già muovendo verso toni più ricchi e saturi che avrebbero poi definito il suo stile. La provenienza esatta di Doppio Ritratto di una Giovane Ragazza non è completamente documentata, e il medium rimane incerto, sebbene sia probabile che si tratti di olio su tela, come era tipico per Gauguin all'epoca. La storia precoce del dipinto è oscura, forse mantenuta all'interno del cerchio o della famiglia dell'artista prima di entrare nella vista pubblica. Oggi, è riconosciuto come un esempio raro e rivelatore del periodo iniziale di Gauguin, offrendo uno sguardo sulla sua tecnica in evoluzione e sulla sua vita personale prima della sua partenza per Pont-Aven e, in seguito, per Tahiti.

Il suo posto all'interno dell'opera di Gauguin è significativo: prefigura la sua fascinazione per tutta la vita per l'identità, il raddoppio e la vita interiore dei suoi soggetti.

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