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Giovanni l'Evangelista (Oviedo) — Storia e analisi

Quando Giovanni Evangelista (Oviedo) uscì dalle mani di El Greco intorno al 1590, si unì a una serie notevole: un insieme di apostoli dipinti per la Chiesa di San Vicente a Toledo. Questo ciclo divenne così ammirato che furono presto commissionate più versioni, e oggi gli studiosi discutono su quanti ritratti autentici di apostoli di El Greco siano sopravvissuti; alcuni dicono fino a quindici, altri meno. Il Giovanni di Oviedo si distingue per la sua straordinaria individualità, e il suo viaggio verso nord fino alle Asturie lo ha lasciato come l'unico della serie che non si trova a Toledo o disperso all'estero. Il momento scelto da El Greco è di silenziosa rivelazione.

Giovanni, l'apostolo più giovane, guarda verso l'alto, il suo volto illuminato da una dolce luce inquisitiva, come se stesse ascoltando la voce divina che ispirerebbe il suo Vangelo. Nella sua mano sinistra, tiene il tradizionale calice, dal quale emerge un serpente, un'allusione alla leggenda secondo cui Giovanni sopravvisse a un tentativo di avvelenamento. Le forme allungate e vorticosi della sua veste e delle sue mani sono inconfondibilmente El Greco, in contrasto con le rappresentazioni più terrene e naturalistiche di Giovanni da parte di artisti come Caravaggio, i cui santi sono carne e sangue, non visioni.

Qui, ogni gesto e colore sembra vibrare di intensità spirituale, invitando lo spettatore a condividere il momento di comunione di Giovanni. La storia successiva del dipinto è meno documentata della sua creazione. Dopo il suo tempo a Toledo, ha trovato la sua strada verso la Cattedrale di Oviedo, dove è rimasto. Il suo medium è ancora oggetto di discussione tra i conservatori, anche se la maggior parte crede che si tratti di olio su tela, coerente con altre opere di El Greco di questo periodo.

Come un'opera dei suoi anni spagnoli maturi, riflette lo stile distintivo dell'artista: figure allungate, colori espressivi e un senso di dramma spirituale, che influenzerebbe le generazioni a venire. Oggi, Giovanni Evangelista (Oviedo) si erge come un testimone sia del potere duraturo dell'immagine apostolica sia dell'innovazione instancabile di El Greco.

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