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Il Legatore di Covoni (dopo Millet) — Storia e analisi

Quando Vincent van Gogh dipinse Il legatore di covoni (dopo Millet) nel 1889, era rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy, ma la sua mente rimaneva intensamente connessa al mondo esterno attraverso l'arte. Ciò che rende quest'opera notevole è che non è una composizione originale, ma un tributo: uno dei diversi dipinti che van Gogh creò a partire dai disegni di Jean-François Millet, che venerava come un poeta del lavoro rurale. Van Gogh scrisse a suo fratello Theo: “Millet è il padre Millet, consigliere e mentore in tutto per me.” Questo atto di omaggio fu sia un esercizio spirituale che un modo per van Gogh di continuare a dipingere durante i periodi in cui era troppo malato per lavorare all'aperto. La scena cattura una contadina solitaria che lega covoni di grano sotto il peso di un cielo dorato.

Van Gogh scelse il momento in cui la lavoratrice, piegata in avanti, raccoglie le spighe tra le braccia, un gesto che parla di stanchezza e perseveranza. Le spesse e vorticosi pennellate animano il campo, e il semplice abito della donna e la sua postura robusta richiamano la simpatia originale di Millet per i poveri rurali. A differenza della palette attenuata di Millet, i colori di van Gogh sono più intensi, i gialli e gli ocra pulsano di energia.

A differenza di Le spigolatrici di Millet, dove le figure sono piccole e lontane, van Gogh avvicina il lavoratore, rendendo il suo lavoro immediato e personale. Il mezzo esatto di Il legatore di covoni (dopo Millet) è incerto, anche se le copie di van Gogh di questo periodo furono spesso eseguite a olio su tela. Queste opere non furono commissionate, ma realizzate per lui e suo fratello, come parte di una serie di “traduzioni” delle stampe e dei disegni di Millet. Dopo la morte di van Gogh, molti di questi dipinti rimasero con la vedova di Theo, Johanna van Gogh-Bonger, che svolse un ruolo cruciale nella conservazione e promozione del suo lascito.

Oggi, Il legatore di covoni (dopo Millet) si erge come un testamento dell'ammirazione di van Gogh per Millet e della sua convinzione nella dignità del lavoro rurale, un ponte tra due artisti che non si sono mai incontrati ma hanno condiviso una visione dell'umanità.

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