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Il vino del giorno di San Martino — Storia e analisi

Una folla densa si accalca attorno a un enorme barile di vino al centro, ogni figura si sforza di riempire coppe e ciotole, mentre altri si sdraiano ubriachi a terra o allungano disperatamente la mano per un sorso. A destra, un uomo a cavallo con un mantello blu taglia il suo indumento per condividerlo con un mendicante, facendo riferimento alla leggenda di San Martino, mentre una croce roadside si erge nelle vicinanze, in gran parte ignorata dai festaioli. Il Vino del Giorno di San Martino mostra un festival che si tiene l'11 novembre, quando i villaggi celebrano l'arrivo del nuovo vino, una scena piena di esuberanza e disordine.

Sebbene il dipinto non sia apertamente religioso, intreccia riferimenti cristiani nei margini, riecheggiando l'interesse di Bruegel per collocare storie significative ai margini della vita quotidiana. Uno studio tecnico al Prado ha rivelato frammenti della firma di Pieter Bruegel il Vecchio sotto la superficie, confermando la sua paternità nel 2010. Questa è l'opera sopravvissuta più grande di Bruegel e una delle varie che ha eseguito in colla di pesce su lino, una tecnica fragile che ha reso la sua conservazione una sfida.

Il soggetto e la composizione espansiva collegano questo dipinto all'esplorazione più ampia di Bruegel delle festività contadine e dei temi morali nell'arte del Rinascimento del Nord.

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