Doppio ritratto di Mountjoy Blount, 1° conte di Newport (-1666) e George, Lord Goring (1608-1657) — Storia e analisi
Quando Anthony van Dyck dipinse Doppio ritratto di Mountjoy Blount, 1° conte di Newport (-1666) e George, Lord Goring (1608-1657) nel 1639, catturò due dei royalisti più noti della Guerra Civile Inglese in un momento cruciale della storia. Entrambi gli uomini sarebbero diventati famosi per la loro lealtà al re Carlo I e per i loro ruoli negli anni turbolenti che seguirono. Il ritratto fu probabilmente commissionato durante gli ultimi anni di Van Dyck in Inghilterra, in un periodo in cui le tensioni alla corte erano elevate e le alleanze stavano cambiando.
Il formato del doppio ritratto era inusuale nella pittura inglese dell'epoca, riservato ai più stretti compagni o alleati politici. Van Dyck fissa i suoi soggetti in un momento di serena camaraderie, i loro sguardi rivolti verso l'esterno come se fossero stati interrotti in una conversazione. Mountjoy Blount, con la mano appoggiata con sicurezza sui fianchi, indossa il nastro dell'Ordine della Giarrettiera, segnalando il suo status e il favore reale. Accanto a lui, George Goring si trova leggermente indietro, la sua mano guantata che gesticola verso il suo compagno — un sottile accenno alla seniorità di Blount o forse alla deferenza dovuta a un amico in cariche più elevate.
I ricchi e scuri tessuti e il gioco di luci sui loro volti richiamano i ritratti precedenti di Carlo I di Van Dyck, ma qui l'intimità tra i due uomini è messa in risalto. A differenza dei ritratti doppi più formali di Rubens, l'approccio di Van Dyck è rilassato, quasi cospiratorio, accennando alle alleanze private che hanno plasmato gli eventi pubblici. La storia successiva di questo dipinto non è completamente documentata, ma si crede che sia rimasta in mani private per gran parte della sua esistenza, passando attraverso le collezioni di aristocratici inglesi prima di entrare nel dominio pubblico. La sua attribuzione a Van Dyck non è mai stata seriamente messa in discussione, poiché la mano del pittore è evidente nella fluidità della pennellata e nell'acume psicologico.
Oggi, l'opera si erge come un testimone dell'influenza di Van Dyck sul ritratto inglese, stabilendo uno standard di eleganza e intuizione psicologica che riecheggerà nel lavoro di artisti successivi come Gainsborough e Reynolds. Offre non solo uno sguardo alle personalità di due royalisti chiave, ma anche al mondo delle alleanze e rivalità cortigiane che hanno definito l'epoca.
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