Ritratto di Tiburcio Pérez y Cuervo, l'architetto — Storia e analisi
Quando Francisco de Goya dipinse Ritratto di Tiburcio Pérez y Cuervo, l'architetto nel 1820, si avvicinava alla fine della sua carriera turbolenta, segnata da malattie e agitazioni politiche. Ciò che rende questo ritratto notevole è il suo soggetto: Pérez y Cuervo, un architetto rispettato, è stato fondamentale nella ricostruzione di Madrid dopo la devastazione della Guerra Peninsulare. Il dipinto si erge come uno degli ultimi incarichi formali di Goya prima del suo esilio autoimposto a Bordeaux e cattura una figura rara nel mondo dell'architettura, piuttosto che l'usuale aristocrazia o clero che riempiva le sue tele precedenti. Il ritratto presenta Pérez y Cuervo al suo tavolo da disegno, con le mani appoggiate su un piano arrotolato, il suo sguardo diretto ma segnato dalla fatica.
La pennellata di Goya è sciolta e urgente, lo sfondo è una tempesta di ombre che mette in risalto il volto pallido dell'architetto e il suo abbigliamento scuro. La postura del soggetto—dritta ma leggermente tesa—suggerisce sia orgoglio per i suoi successi sia il peso della responsabilità. La luce proviene da sinistra, illuminando i piani e l'espressione pensosa dell'architetto, un dispositivo che Goya ha utilizzato anche nel suo Ritratto di Don Ramón Satué per evidenziare l'intelletto del soggetto.
L'assenza di ornamenti decorativi concentra l'attenzione sulla professione e sul carattere di Pérez y Cuervo, rendendo il dipinto sia uno studio psicologico che un ritratto. Si sa poco sulla storia iniziale del dipinto o sul suo incarico, sebbene sia probabile che lo stesso Pérez y Cuervo, o una società professionale, lo abbia richiesto per commemorare i suoi contributi alla ripresa di Madrid. L'opera è rimasta in mani private per gran parte del XIX secolo, riemergendo all'asta solo all'inizio del XX secolo, quando è stata riconosciuta come un autentico Goya tardivo. Oggi è conservata in una collezione pubblica, apprezzata per la sua visione sia del soggetto che dell'artista in un momento di transizione.
Per Goya, questo ritratto segna una svolta tardiva nella sua carriera verso l'introspezione e il realismo, qualità che avrebbero definito i suoi ultimi anni.
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