Vertumno e Pomona — Storia e analisi
Quando Peter Paul Rubens dipinse Vertumnus e Pomona nel 1636, era al culmine della sua fama, lavorando febbrilmente a un vasto incarico per il re spagnolo, Filippo IV. Questo dipinto fu creato come parte di un ciclo decorativo per la Torre de la Parada, una residenza reale di caccia nei pressi di Madrid, dove Rubens e il suo atelier produssero dozzine di scene mitologiche in pochi anni. Il progetto era così ambizioso che Rubens si avvalse di assistenti fidati, tra cui Jacob Jordaens e Jan Brueghel il Giovane, per aiutare a completare il ciclo.
Il desiderio del re di riempire il suo rifugio con storie dalle Metamorfosi di Ovidio parla della duratura fascinazione per i miti antichi alla corte spagnola. Il momento scelto da Rubens è il culmine astuto del racconto di Ovidio: Vertumnus, dio delle stagioni e del cambiamento, rivela finalmente la sua vera identità a Pomona, la dea dei frutteti, dopo essersi avvicinato a lei travestito. Nel dipinto, Vertumnus, ancora parzialmente nei panni di una vecchia, gesticola in modo persuasivo verso Pomona, che siede in mezzo a un'abbondanza di frutta, la cui attenzione è catturata tra sospetto e curiosità. L'abbondanza lussureggiante e soleggiata di mele e pere ai suoi piedi segnala il suo dominio sul frutteto, mentre la mano implorante di Vertumnus e il suo sguardo intenso catturano il suo desiderio e la sua determinazione.
A differenza di Francesco Melzi e del suo più contenuto Vertumnus e Pomona, Rubens riempie la sua tela di energia sensuale e movimento, utilizzando tessuti ondeggianti e volti espressivi per animare il momento di rivelazione del mito. Dopo la sua creazione, Vertumnus e Pomona divenne parte della collezione reale spagnola, dove rimase per secoli. Sebbene l'attribuzione precisa di alcune opere della serie della Torre de la Parada sia stata dibattuta, data la forte partecipazione dell'atelier di Rubens, questo dipinto è ampiamente accettato come opera del maestro. Col passare del tempo, la residenza di caccia cadde in rovina, ma molti dei dipinti, compreso questo, furono preservati e trasferiti al Museo del Prado di Madrid, dove possono essere visti oggi.
L'opera si erge come un testimone della capacità di Rubens di mescolare la narrazione classica con lo stile esuberante del Barocco, e dell'impatto internazionale della sua arte al servizio della regalità europea.
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