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Donna che si pulisce il piede sinistro — Storia e analisi

Quando Edgar Degas espose Donna che si asciuga il piede sinistro nel 1886, i critici parigini rimasero sorpresi dalla sua intimità cruda. Questo fu l'anno dell'ultima esposizione impressionista, e la serie di Degas di donne che si bagnano, si asciugano o si pettinano suscitò un dibattito sui confini tra arte e voyeurismo. Alcuni contemporanei lo accusarono di "spiare attraverso un buco della serratura", mentre altri ammirarono la franchezza con cui rappresentava momenti privati.

L'opera appartiene a un gruppo di pastelli e dipinti della metà degli anni '80, in cui Degas, allora cinquantenne, si addentrò ulteriormente in scene della vita quotidiana, specialmente quelle raramente mostrate in pubblico. La donna è colta in un momento di goffa grazia, seduta sul bordo di una vasca, piegata sul suo piede sinistro. Degas sceglie di non idealizzarla; al contrario, la sua forma è robusta e reale, il suo gesto è pratico. La composizione è ritagliata come se vista dall'alto, richiamando l'influenza delle stampe giapponesi, e lo spazio sembra compresso, attirando lo spettatore nel mondo della donna.

La palette è calda ma sobria, con toni di pelle che si stagliano su uno sfondo semplice: un asciugamano, una bacinella, forse un accenno di pavimento decorato. A differenza di Ingres e della sua Bagnante di Valpinçon, che immerge il suo soggetto in una serenità classica, la donna di Degas è inconsapevole di sé, assorbita nel suo rituale, indifferente allo sguardo dello spettatore. Il mezzo preciso di quest'opera è oggetto di dibattito: alcune fonti citano il pastello, altre l'olio, e lo stesso Degas spesso sperimentava con tecniche miste durante questo periodo. Come molte delle sue scene di bagno, Donna che si asciuga il piede sinistro non fu dipinta per un committente specifico, ma per l'esposizione e, in ultima analisi, per la vendita tramite commercianti come Durand-Ruel.

La storia successiva dell'opera è meno documentata rispetto ad alcune delle opere più famose di Degas, ma si erge come un testimone della sua fascinazione, nella fase finale della sua carriera, per il corpo in movimento e la sfera privata delle donne. Oggi, è riconosciuta come parte di un cambiamento radicale nel modo in cui l'arte moderna ha affrontato il nudo, dando priorità all'osservazione e all'onestà rispetto al mito o all'allegoria.

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