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Volpe dorata a nove code — Storia e analisi

Nel 1799, all'età di quasi quaranta anni, Katsushika Hokusai produsse Volpe Dorata a Nove Code durante un periodo di intensa trasformazione personale, avendo appena cambiato il suo nome artistico per la terza volta. Quest'opera emerge a un bivio nella vita di Hokusai, mentre si stava distaccando dallo stile del suo maestro e forgiava il proprio cammino, un atto che alla fine lo avrebbe portato alla fama mondiale. Il soggetto, tratto dal folklore cinese e giapponese antico, era raramente rappresentato nella pittura dell'epoca, rendendo la scelta di Hokusai sia audace che innovativa.

Sebbene il mezzo esatto rimanga incerto, l'opera è spesso raggruppata con i suoi primi dipinti e stampe, riflettendo la sua inquieta sperimentazione. La scena cattura il momento mitico in cui lo spirito della volpe, dopo aver assunto molte forme e commesso innumerevoli dispetti, rivela il suo vero io: una creatura radiosa con nove code dorate dispiegate in un vortice di movimento. La volpe di Hokusai si erge su uno sperone roccioso, il suo pelo reso in sottili linee quasi calligrafiche, ogni coda che si curva con una vita propria. La tonalità dorata, se presente, segnerebbe il suo status soprannaturale, mentre lo sguardo attento della volpe e le sue orecchie erette suggeriscono sia saggezza che astuzia.

A differenza delle rappresentazioni precedenti nei rotoli cinesi, che spesso mostrano la volpe travestita, Hokusai sceglie di confrontare lo spettatore con il potere smascherato dello spirito. L'energia dinamica della composizione prefigura le opere successive e più famose dell'artista, come La Grande Onda di Kanagawa. Si sa poco del percorso iniziale di Volpe Dorata a Nove Code, e non esiste alcun documento che attesti il suo mecenate originale o la sua esposizione. L'attribuzione del dipinto a Hokusai è accettata dalla maggior parte degli studiosi, anche se l'assenza di una firma lascia spazio al dibattito.

Oggi è considerato un esempio importante del suo periodo pre-Ukiyo-e, quando stava ancora affinando lo stile audace e fluido che avrebbe definito il suo lascito. La rarità dell'opera e il suo soggetto l'hanno resa un punto di fascino per collezionisti e storici, ed è ora conservata in una galleria online, permettendo a un pubblico globale di incontrare questa visione precoce di uno degli artisti più inventivi del Giappone.

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