Satana che chiama le sue legioni — Storia e analisi
Quando Satana che chiama le sue legioni fu esposto per la prima volta nel 1809, William Blake lo descrisse come uno dei suoi "Grandi Quadri Storici", destinati a competere con le grandi opere dei Vecchi Maestri. L'ambizione di Blake era audace: appese questo dipinto nella sua personale esposizione privata a Soho, sperando di convincere il pubblico e i critici che la sua arte visionaria potesse stare al fianco di Michelangelo e Raffaello. Tuttavia, la mostra fu quasi completamente ignorata, e Blake si lamentò che le sue "fantasie" non erano "comprese".
Il dipinto rimane una delle poche opere di grande formato sopravvissute a questa sfortunata esposizione. La scena è tratta da Paradiso Perduto, il poema epico di John Milton, nel momento in cui Satana, appena scacciato nell'abisso, convoca i suoi angeli caduti. Blake cattura l'istante in cui Satana si solleva, il braccio teso in comando, il corpo muscoloso illuminato da un raggio di luce che attraversa l'oscurità dell'Inferno. Intorno a lui, le legioni si agitano, le loro forme contorte nell'oscurità, alcune ancora incatenate o accovacciate nella disperazione.
La composizione ricorda le figure di Michelangelo nella Cappella Sistina, specialmente nell'anatomia eroica e nei gesti drammatici, ma la visione di Blake è più febbrile e allucinatoria, le fiamme e le ombre suggerendo un mondo nato dall'immaginazione piuttosto che dall'osservazione. La luce dorata sul torso di Satana lo segna sia come caduto che ancora angelico, una figura complessa di orgoglio e rovina. Il medium originale di Satana che chiama le sue legioni è incerto; gli studiosi dibattono se fosse tempera o olio, ma la sua scala monumentale e ambizione sono chiare. Dopo che l'esposizione di Blake nel 1809 non riuscì ad attrarre acquirenti, il dipinto scomparve dalla vista pubblica per decenni, passando di mano in mano fino alla sua riscoperta nel ventesimo secolo.
Oggi, è conservato nella collezione del Victoria and Albert Museum, un raro sopravvissuto del tentativo di Blake di reinventare la pittura britannica. L'opera si erge come un testimone dell'isolamento e della determinazione di Blake: un artista in gran parte non riconosciuto durante la sua vita, ma ora visto come un visionario che ha unito poesia, pittura e profezia.
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