Autoritratto su lino — Storia e analisi
Nessun altro ritratto di Francisco de Goya ha suscitato tanta speculazione quanto Autoritratto su Lino, dipinto nel 1795. Il medium dell'opera rimane incerto, un'anomalia per un artista i cui esperimenti tecnici sono così ben documentati altrove. Alcuni credono che Goya abbia dipinto questa immagine durante un periodo di convalescenza dopo la sua malattia quasi fatale del 1792-93, che lo ha reso sordo e ha alterato il corso della sua carriera.
Altri suggeriscono che si trattasse di un esercizio personale, mai destinato alla vista pubblica, e forse il più antico autoritratto sopravvissuto su questo supporto insolito. L'assenza di una firma o di un'iscrizione approfondisce solo il mistero. Goya fissa il suo sguardo direttamente sullo spettatore, il suo volto che emerge da uno sfondo tenue con poco ornamento o distrazione. I tratti dell'artista sono resi con una franchezza e un'immediatezza rare nel ritratto della fine del XVIII secolo: la fronte corrugata, le labbra leggermente dischiuse e gli occhi intensi e scrutatori suggeriscono un momento di introspezione.
A differenza dei grandiosi autoritratti di Sir Joshua Reynolds o della teatralità di Élisabeth Vigée Le Brun, Goya spoglia gli ornamenti di status, presentandosi senza fronzoli e vulnerabile. La trama grossolana del lino è visibile in aree dove la vernice si assottiglia, rafforzando la sensazione di rudezza e onestà. La luce cade in modo irregolare, illuminando un lato del suo volto mentre l'altro si ritira nell'ombra, forse alludendo alla propria confrontazione dell'artista con la mortalità e l'incertezza. La storia precoce di Autoritratto su Lino è poco chiara; non è registrata alcuna commissione o provenienza iniziale, e non appare nella corrispondenza di Goya.
Il dipinto è riemerso nel ventesimo secolo, attribuito a Goya sulla base di motivi stilistici e confronti con i suoi autoritratti autenticati. Oggi è conservato in una collezione privata, raramente esposto ma frequentemente discusso nella letteratura accademica per la sua intensità psicologica e ambiguità tecnica. L'opera segna un punto di svolta nell'arte di Goya, prefigurando l'approccio più personale e sperimentale che avrebbe caratterizzato i suoi anni successivi.
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