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Autoritratto con occhiali — Storia e analisi

Pochi autoritratti di Francisco de Goya sono così silenziosamente radicali come Autoritratto con occhiali, dipinto intorno al 1800, poiché è una delle prime rappresentazioni conosciute di un artista che indossa occhiali. In un'epoca in cui gli occhiali erano ancora associati all'età o all'infermità, l'inclusione senza esitazioni di Goya di essi segnala sia sincerità che una nuova e moderna consapevolezza di sé. Sebbene non ci siano registrazioni contemporanee che spieghino perché Goya abbia scelto di presentarsi in questo modo, il ritratto si erge come una rara dichiarazione personale in un momento in cui era pittore di corte di Carlo IV e si stava riprendendo dalla malattia che lo aveva reso sordo. Goya fissa il suo sguardo direttamente sullo spettatore, le lenti dei suoi occhiali catturano la luce e attirano l'attenzione sui suoi occhi, strumenti del suo mestiere, ma anche simboli di vulnerabilità.

Non ci sono grandi costumi, né tavolozza o pennelli; invece, l'attenzione è concentrata sul volto, reso con rapide e ricercate pennellate che suggeriscono sia immediatezza che introspezione. Lo sfondo è semplice, spingendo l'attenzione dello spettatore sui tratti dell'artista e sul luccichio degli occhiali. A differenza dei dignitosi autoritratti di Rembrandt o delle pose teatrali di Velázquez, Goya offre uno studio spoglio, quasi clinico di se stesso, come se stesse sondando la propria identità in cambiamento. Le circostanze precise della creazione del dipinto rimangono poco chiare, e il medium stesso è ancora oggetto di dibattito; alcuni suggeriscono olio su tela, altri su pannello.

Non ci sono registrazioni di un mecenate; sembra probabile che si trattasse di un'opera privata, forse mai destinata a una mostra pubblica. Nel corso degli anni, Autoritratto con occhiali è stato in varie collezioni ed è ora parte del Museo del Prado, dove offre uno sguardo raro e intimo nella vita di Goya in un momento cruciale della sua carriera. Il ritratto segna un cambiamento nel suo lavoro verso un'esplorazione psicologica più profonda, prefigurando la cruda onestà delle sue successive Pitture Nere.

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