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Sultana su un Ottomano — Storia e analisi

Nel 1774, al culmine della fama di Jean-Honoré Fragonard, un'ondata di fascinazione per l'"Oriente" attraversò i saloni parigini, ispirando artisti e mecenati a immaginare i lussi e le intrighe delle corti lontane. Sultana su un ottomano è un prodotto di questa moda per la turquerie, uno stile che mescolava fantasia e moda, e che i contemporanei di Fragonard apprezzavano per i suoi costumi esotici e la sua sensualità giocosa. L'identità reale della modella rimane un mistero: era una modella parigina vestita per un ballo in maschera, o un ritratto di una figura reale del mondo ottomano? L'ambiguità ha solo accresciuto il fascino del dipinto per i suoi spettatori originali, che si godevano l'aria di segretezza e fantasia. Fragonard sceglie un momento di riposo languido, con la sultana reclinata in mezzo a un tumulto di tessuti a motivi, il suo sguardo è sia invitante che enigmatico.

Il suo copricapo di gioielli e le sete fluide sono invenzioni tanto quanto osservazioni, attingendo più alle fantasie parigine che alla realtà ottomana. L'ottomano stesso, una sedia bassa e imbottita, era un'importazione recente negli interni francesi, e qui diventa un simbolo di indulgenza e comodità. Il gioco di luci sul suo braccio nudo e il luccichio del filo dorato nel suo vestito parlano del tocco celebrato di Fragonard, richiamando i piaceri tattili della sua L'Altalena.

A differenza della successiva Grande Odalisca di Ingres, che porterebbe il tema verso un'astrazione fredda, la sultana di Fragonard rimane ancorata nella carne e nel tessuto, il suo mondo è intimo e immediato. La storia precoce del dipinto è oscura, tipica di molte opere nel genere della turquerie, che spesso venivano create per il piacere privato piuttosto che per l'esposizione pubblica. Non si sa con certezza chi abbia commissionato o posseduto per primo Sultana su un ottomano, e il medium stesso è dibattuto: alcuni cataloghi la elencano come olio su tela, altri come gouache. Nel corso dei secoli, il dipinto è passato silenziosamente attraverso collezioni, apparendo raramente in mostre pubbliche.

Oggi, si erge come un testimone del coinvolgimento giocoso di Fragonard con le fantasie della sua epoca e dell'attrattiva duratura dell'Oriente immaginato nell'immaginario europeo della fine del XVIII secolo.

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