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Il numero della bestia è 666 — Storia e analisi

Quando William Blake espose Il numero della bestia è 666 nel 1806, lo accompagnò con un'iscrizione manoscritta: "Ho cercato di rendere queste figure il più mostruose possibile, per dimostrare che non sono uomini, ma orribili demoni." Questo foglio appartiene a una serie straordinaria di acquerelli commissionati dal funzionario Thomas Butts, che chiese a Blake di illustrare il Libro dell'Apocalisse nei termini più vividi. Il risultato fu un insieme di immagini così strane e intense che anche gli ammiratori di Blake le trovarono inquietanti. A differenza della maggior parte degli illustratori biblici, Blake non si tirò indietro di fronte al terrore apocalittico al centro del testo. La scena cattura il momento nell'Apocalisse in cui la bestia emerge dall'abisso, contrassegnata dal famigerato numero 666, mentre San Giovanni indietreggia inorridito.

Nella visione di Blake, la bestia è una creatura contorta e con molte teste, le cui squame e artigli sono rese con un'energia febbrile, mentre una donna vestita di scarlatto monta sulla sua schiena, tenendo una coppa d'oro. Giovanni, vestito di bianco, si protegge gli occhi dallo spettacolo mostruoso, in piedi su un promontorio roccioso immerso in una luce innaturale. Le fiamme vorticosi e le nuvole di tempesta intensificano il senso di caos.

A differenza della xilografia di Albrecht Dürer sullo stesso soggetto, che è affollata di dettagli precisi, la versione di Blake è allucinatoria e onirica, fondendo narrazione e simbolo in una singola visione ardente. Il mezzo esatto di quest'opera rimane incerto, anche se è probabile che si tratti di una combinazione di acquerello e inchiostro su carta, tipica delle illustrazioni di Blake per Butts. Dopo essere rimasta in mani private per decenni, la foglia è stata infine acquisita dal British Museum, dove ora fa parte della collezione di Stampe e Disegni. Queste immagini apocalittiche segnano un periodo in cui Blake, in gran parte ignorato dal pubblico, lavorava per un pugno di mecenati dedicati, producendo alcune delle sue opere più radicali e personali.

Oggi, Il numero della bestia è 666 si erge come testimonianza della capacità di Blake di fondere poesia, profezia e pittura in un'unica immagine indimenticabile.

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