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La visione di San Francesco nella Portiuncula — Storia e analisi

Nella notte del 2 luglio 1216, si dice che San Francesco d'Assisi abbia avuto una visione nella piccola cappella della Portiuncula, vicino ad Assisi, un momento così significativo che portò all'istituzione del "Perdono di Assisi", un'indulgenza plenaria concessa da Papa Onorio III. Secoli dopo, Bartolomé Estebán Murillo scelse questo episodio miracoloso come suo soggetto, catturando non solo la gravità spirituale ma anche la tenera umanità del santo. Il dipinto appartiene a un raro gruppo di opere barocche spagnole incentrate sulle visioni francescane, un tema che risuonò profondamente nella Siviglia della Controriforma, dove Murillo visse e lavorò. Murillo seleziona l'istante in cui San Francesco, inginocchiato in preghiera, è avvolto da una luce soprannaturale che emana da Cristo e dalla Vergine Maria, che appaiono sopra di lui in una nuvola radiante.

L'abito ruvido del santo, il modesto pavimento di pietra e la semplice croce di legno al suo fianco radicano la scena nella povertà francescana, mentre il bagliore dorato che avvolge la visione segnala la presenza divina. Le mani di Francesco sono tese, il suo volto sollevato in stupore e desiderio, incarnando sia l'umiltà che l'anelito. La morbida pennellata di Murillo e i delicati contrasti di luce richiamano la tenerezza dei santi francescani precedenti di Zurbarán, ma qui l'incontro mistico è reso più intimo e accessibile, attirando lo spettatore nell'estasi del santo. La commissione esatta per La Visione di San Francesco nella Portiuncula rimane incerta, sebbene probabilmente adornasse una chiesa o un convento francescano a Siviglia, riflettendo la devozione della città al suo santo patrono.

Come molte delle opere religiose di Murillo, probabilmente era destinata a ispirare sia meraviglia che emulazione tra gli spettatori. Nel corso dei secoli, la posizione del dipinto è cambiata, e gli studiosi hanno dibattuto sulla sua attribuzione, ma ora è ampiamente accettato come un'opera tardiva del periodo maturo di Murillo, intorno al 1670, quando era al culmine della sua fama. Oggi, si erge come un testamento della capacità di Murillo di fondere chiarezza narrativa con immediatezza emotiva, un marchio del Barocco spagnolo.

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