William Shakespeare (c.1564–1616) — Storia e analisi
Pochi ritratti di William Shakespeare hanno suscitato tanto dibattito quanto la visione di William Blake del 1800 del Bard. A differenza delle famose immagini di Chandos o Droeshout, l'interpretazione di Blake non si basava su una memoria viva o su una somiglianza diretta, ma sulla sua personale immaginazione visionaria. Gli studiosi si interrogano ancora sulle circostanze della sua creazione: alcuni credono che Blake lo abbia dipinto per il suo mecenate William Hayley, che gli commissionò di illustrare le opere di Shakespeare, mentre altri lo vedono come un omaggio personale.
Il medium stesso rimane incerto, aggiungendo all'aria di mistero del dipinto e alla continua fascinazione che esercita sugli storici dell'arte. In questo ritratto, Shakespeare non appare come il drammaturgo mondano, ma come una figura spirituale, con lo sguardo rivolto verso l'interno, quasi ultraterreno. Blake lo colloca contro uno sfondo scuro e indefinito, il volto illuminato come se da un fuoco interiore, richiamando la convinzione di Blake nel poeta come profeta. L'assenza di oggetti teatrali o di eleganza elisabettiana spoglia la persona pubblica, concentrandosi invece sulla mente dietro le opere.
Questo approccio contrasta fortemente con il ritratto più convenzionale di John Taylor, che veste Shakespeare come un uomo di successo sul palcoscenico. Lo Shakespeare di Blake è solitario, visionario e senza tempo, invitando lo spettatore a contemplare la forza creativa interiore. Il viaggio fisico di William Shakespeare da parte di William Blake è meno documentato rispetto a molte delle sue altre opere. Si crede che sia rimasto in mani private per gran parte del XIX secolo, riemergendo occasionalmente in mostre dedicate all'arte di Blake.
Oggi è spesso riprodotto in libri e gallerie digitali, sebbene il suo originale venga raramente visto in pubblico. Il ritratto si erge come un testimone del posto unico di Blake nel movimento Romantico, dove la visione interiore dell'artista ha prevalso sulla somiglianza esteriore. Nel reimmaginare Shakespeare, Blake ha offerto non solo un ritratto di un uomo, ma un'icona del genio creativo così come lo vedeva.
Altre opere di William Blake

Il Tigre
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Cristo che benedice
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Omero
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La scala di Giacobbe
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John Dryden (1631–1700)
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Paesaggio vicino a Felpham
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Sacrificio di Giobbe
William Blake

L'Ingresso di Cristo a Gerusalemme
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L'Antico dei Giorni
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Adamo che nomina gli animali
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