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Angelo Raffaele con un pesce — Storia e analisi

Quando Bartolomé Estebán Murillo dipinse Angelo Raffaele con un pesce intorno al 1680, si avvicinava alla fine della sua vita e della sua carriera, ma era ancora al culmine della sua fama a Siviglia. Quest'opera è una delle diverse che ha creato sul tema dell'Arcangelo Raffaele, un soggetto che ha goduto di particolare popolarità in Spagna grazie all'associazione di Raffaele con la guarigione e la protezione, un messaggio particolarmente risonante in una città spesso devastata dalla peste. La popolarità del dipinto è evidente nel numero di versioni e copie prodotte da Murillo e dal suo atelier, una testimonianza del suo fascino sia tra i mecenati privati che tra le istituzioni religiose. La scena cattura il momento del Libro di Tobia in cui il giovane Tobia, guidato dall'angelo Raffaele travestito, porta un grande pesce i cui organi cureranno in seguito la cecità di suo padre e scacceranno il male.

Murillo congela la narrazione mentre Tobia, un ragazzo con uno sguardo fiducioso, cammina mano nella mano con l'angelo radioso, tenendo saldamente il pesce con l'altra mano. Il gesto delicato della mano guida di Raffaele e la connessione diretta, quasi familiare, tra le due figure parlano del messaggio di protezione divina del dipinto. La luce dorata e morbida e il realismo tenero delle figure sono tratti distintivi dello stile tardivo di Murillo, distinguendo la sua interpretazione da quella di, ad esempio, Rembrandt e il suo più drammatico e ombreggiato Tobia e Anna con il Capretto. La storia precisa e precoce di questo dipinto è incerta, sebbene probabilmente sia stata commissionata per un ambiente devozionale privato, come era comune per le opere religiose di Murillo a Siviglia.

Nel corso dei secoli, Angelo Raffaele con un pesce è passato attraverso diverse collezioni, riflettendo l'apprezzamento duraturo per la spiritualità delicata e la finezza tecnica di Murillo. Oggi è riconosciuto come un ottimo esempio della pittura barocca tardiva in Spagna e rimane un punto culminante in qualsiasi collezione che abbia la fortuna di possederlo. La popolarità duratura del dipinto ha garantito la sua sopravvivenza e il suo continuo studio, anche mentre gli studiosi dibattono l'attribuzione di varie versioni dell'atelier.

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