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Calunnia di Apelle — Storia e analisi

Una figura nuda si trova all'estrema sinistra, alzando il dito verso il cielo, mentre un gruppo di figure riccamente vestite al centro trascina un giovane seminudoin un pavimento rosso verso un uomo barbuto su un trono le cui orecchie somigliano a quelle di un asino. Due donne sussurrano nelle orecchie allungate del re mentre lui allunga la mano, con lo sguardo rivolto verso il basso, mentre un'altra figura dietro il gruppo principale gesticola verso il volto del re come se volesse bloccare la sua vista. L'architettura è piena di elaborati rilievi scultorei e dettagli dorati, incorniciando la drammatica processione sotto un cielo pallido.

Calunnia di Apelle è stata creata da Sandro Botticelli dopo una descrizione scritta di un dipinto perduto dell'antico artista greco Apelle, come preservato da Luciano. Le figure rappresentano personificazioni di vizi e virtù: la Verità punta verso l'alto, il Pentimento è avvolto nel nero, la Calunnia trascina la vittima per i capelli, mentre la Frode e il Risentimento manipolano la scena, e Ignoranza e Sospetto sussurrano al Re Mida. Questo soggetto, raccomandato agli artisti da Leon Battista Alberti e ampiamente discusso nella Italia rinascimentale, ha permesso a Botticelli di ricostruire una leggendaria composizione perduta quasi nella sua interezza, attingendo alla tradizione dell'ekfrasi.

A differenza dei suoi dipinti mitologici più grandi, quest'opera è simile per dimensioni alla sua Natività Mistica e potrebbe essere stata realizzata per uso personale, essendo il suo ultimo dipinto secolare sopravvissuto.

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