Coresus si Sacrifica per Salvare Callirhoe — Storia e analisi
Quando Jean-Honoré Fragonard presentò Coresus che si sacrifica per salvare Callirhoe al concorso del Prix de Rome nel 1765, vinse il tanto ambito primo premio, assicurandosi un posto tra i principali giovani artisti della Francia del XVIII secolo. Questo trionfo non fu solo una vittoria personale per Fragonard, ma anche un momento drammatico nella storia dell'Accademia Francese, poiché l'intensità emotiva e la messa in scena teatrale del dipinto lo distinguevano dalle opere più contenute generalmente favorite dai giudici. Il soggetto, tratto dalla Descrizione della Grecia di Pausania, era raramente dipinto, rendendo la scelta di Fragonard sia ambiziosa che insolita per l'epoca. Al centro del dipinto, il sacerdote Coresus si trafigge con un coltello nel petto, il suo sacrificio destinato a salvare Callirhoe, la donna che ama, dall'essere offerta per placare gli dei e porre fine a una mortale pestilenza a Calidone.
Callirhoe, svenuta accanto all'altare, è incorniciata dai gesti angosciati degli spettatori e dall'interno ombroso del tempio. La pennellata vorticosa di Fragonard e l'illuminazione drammatica concentrano l'attenzione sulla figura di Coresus, vestita di bianco, sul coltello sacrificale e sul sangue che macchia l'altare — simboli sia del dovere religioso che della devozione personale. A differenza dei successivi trattamenti più stoici e neoclassici del sacrificio di David, la scena di Fragonard pulsa di movimento ed emozione, il caos e il dolore del momento sono resi in ogni gesto e piega del tessuto. Dopo il suo successo al Prix de Rome, Coresus che si sacrifica per salvare Callirhoe fu esposto al Salon del 1765, dove attirò notevole attenzione per la sua scala e il suo dramma.
Il dipinto fu poi inviato a Roma come parte del premio di Fragonard, e per un certo periodo, appese all'Accademia Francese lì. Nel corso dei secoli, l'opera rimase in Francia e oggi è ospitata al Musée du Louvre. Per Fragonard, questo dipinto segnò un punto di svolta: poco dopo, avrebbe abbandonato le grandi tele storiche per scene più leggere e intime che avrebbero reso il suo nome sinonimo del movimento Rococò.
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