Giuditta con la testa di Oloferne — Storia e analisi
Poche eroine bibliche hanno catturato l'immaginazione europea come Giuditta, e pochi artisti l'hanno rappresentata con un dramma teatrale così intenso come Gustave Doré. Ciò che rende quest'opera particolarmente intrigante è la reputazione di Doré come maestro illustratore; le sue incisioni per la Bibbia e la Divina Commedia di Dante erano già famose ai suoi tempi, eppure qui si rivolge alla pittura, un mezzo in cui è stato meno prolifico e le cui opere sono ancora in fase di riscoperta. La data esatta e le circostanze di Giuditta con la Testa di Oloferne rimangono incerte, aggiungendo un'aria di mistero a un soggetto già avvolto nella leggenda e nella violenza. Doré seleziona il momento carico dopo l'atto di Giuditta: il generale assiro Oloferne giace morto, la sua testa mozzata saldamente afferrata nelle mani di Giuditta.
L'eroina, spesso rappresentata come tremante o trionfante, si presenta qui con uno sguardo che è sia risoluto che tormentato, il suo braccio teso dal peso della sua azione. Il drammatico gioco di luci isola Giuditta contro uno sfondo ombreggiato, i suoi abiti bianchi macchiati dalla violenza della notte. La spada, ancora lucida, e il pesante drappeggio richiamano l'intensità che si trova in Giuditta che Decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi, ma la Giuditta di Doré è meno incentrata sull'atto e più sulle sue conseguenze: il momento in cui coraggio e orrore si scontrano. Come per molti dei dipinti di Doré, la posizione e la storia di Giuditta con la Testa di Oloferne non sono completamente documentate.
A differenza delle sue incisioni, che sono state ampiamente pubblicate e collezionate, i dipinti di Doré sono spesso rimasti con mecenati privati o in collezioni meno conosciute, a volte riemergendo solo decenni dopo. Quest'opera si erge come un raro esempio del suo impegno con la narrazione biblica su tela, piuttosto che su carta, e offre un'intuizione sulla sua sensibilità drammatica oltre l'illustrazione. Oggi, è valutata come una testimonianza della varietà di Doré e della sua fascinazione per momenti di riflessione morale, anche se la sua piena provenienza deve ancora essere tracciata.
Altre opere di Gustave Doré

Il Diluvio
Gustave Doré

L'Empireo (Paradiso, Canto 31)
Gustave Doré

Caronte (Inferno, Canto 3)
Gustave Doré

Sopra Londra in Treno
Gustave Doré

Lucifero, Re dell'Inferno
Gustave Doré

Don Chisciotte nella Sua Biblioteca
Gustave Doré

La Creazione della Luce
Gustave Doré

L'Albatros (La Rima del Marinaio Antico)
Gustave Doré

'Ahimè!' rispose Sancho, 'L'ho trovato in camicia, magro, pallido e quasi affamato, sospirando per la sua Dama Dulcinea' da Don Chisciotte
Gustave Doré

L'Ingresso di Cristo a Gerusalemme
Gustave Doré






