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Ritratto di Bindo Altoviti — Storia e analisi

Pochi ritratti dell'Alto Rinascimento hanno suscitato tanto dibattito sull'identità del loro soggetto quanto Ritratto di Bindo Altoviti di Raffaello. Per secoli, gli spettatori sono stati colpiti dalla bellezza quasi androgina del soggetto e dal suo sguardo enigmatico, portando alcuni a speculare se si trattasse davvero del banchiere fiorentino Bindo Altoviti o forse addirittura di un autoritratto dello stesso Raffaello. Solo nel diciannovesimo secolo gli storici dell'arte, basandosi su inventari familiari e lettere, si sono decisi per Altoviti come il soggetto più probabile: un giovane benestante sulla ventina e un noto mecenate delle arti a Roma. Il dipinto cattura un momento di serena introspezione: il giovane Altoviti si volta sulla spalla, i suoi occhi incontrano i nostri con una disarmante sincerità.

La sua mano delicata, adornata con un anello d'oro, riposa leggermente sul suo petto, suggerendo sia fiducia che vulnerabilità. I morbidi e quasi femminili ricci, la pelle luminosa e il sottile gioco di luce sul suo viso servono ad aumentare ulteriormente il fascino del soggetto. A differenza dei ritratti più formali e statici della Gioconda di Leonardo da Vinci, Raffaello sceglie l'intimità e l'immediatezza, invitando lo spettatore in un mondo privato.

Lo sfondo scuro e indefinito spinge il soggetto in avanti, rendendo la sua presenza quasi tangibile. Commissionato intorno al 1515, probabilmente durante gli anni di Altoviti a Roma, il dipinto è rimasto nella collezione della sua famiglia per secoli. Fu poi acquisito dai discendenti del banchiere a Firenze, prima di passare attraverso diverse mani nei secoli XIX e XX, incluso il noto collezionista americano Samuel H. Kress.

Oggi, Ritratto di Bindo Altoviti risiede nella National Gallery of Art di Washington, D.C., una testimonianza del genio di Raffaello nel catturare sia la somiglianza esterna che la vita interiore del suo soggetto. Dipinto all'apice della carriera di Raffaello, si erge come uno dei suoi ritratti più psicologicamente complessi e tecnicamente raffinati.

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