Regina Angelorum — Storia e analisi
Nel 1657, Francisco de Zurbarán dipinse Regina Angelorum come una delle sue ultime grandi opere religiose, in un periodo in cui la sua reputazione a Siviglia stava svanendo e le commissioni diventavano sempre più rare. Ciò che rende questa pittura particolarmente intrigante è che si presenta come una delle poche immagini mariane di grande formato di Zurbarán, che era molto più conosciuto per i suoi santi e figure monastiche. La posizione del dipinto è rimasta incerta per secoli, e solo nel XX secolo gli studiosi lo attribuirono con sicurezza a Zurbarán, dopo un periodo in cui era talvolta accreditato al suo atelier o ai suoi seguaci. Al centro di Regina Angelorum, la Vergine Maria è incoronata Regina degli Angeli, elevata sulle nuvole e circondata da una schiera celeste.
Zurbarán sceglie il momento della sua glorificazione, catturando Maria in una maestà serena, con le mani dolcemente piegate e lo sguardo abbassato in umiltà. Gli angeli, resi con l'attenzione caratteristica dell'artista per il tessuto e il gesto, si raggruppano attorno a lei in adorazione, ognuno dei quali tiene strumenti musicali o simboli di purezza. I bianchi luminosi e i blu profondi delle vesti di Maria, posti su uno sfondo scuro, attirano lo sguardo dello spettatore verso l'alto, riecheggiando l'ascesa spirituale.
Rispetto alle Madonne più sentimentali di Murillo, la Maria di Zurbarán è dignitosa e distante, incarnando un ideale di regalità divina piuttosto che affetto materno. Le circostanze precise della commissione del dipinto rimangono poco chiare, sebbene probabilmente sia stata originata per un convento o una chiesa sivigliana dedicata al culto mariano. Nel corso dei secoli, Regina Angelorum è passata di mano in mano, a volte attribuita erroneamente, prima che la sua riemersione nella letteratura accademica ripristinasse il suo posto nell'opera di Zurbarán. Oggi è riconosciuta come un testimone della devozione tardiva del Barocco verso la Vergine e della capacità duratura di Zurbarán di trasmettere grandezza spirituale attraverso semplicità e moderazione.
Il dipinto ora è appeso al Museo del Prado, dove si presenta come una presenza silenziosa ma imponente tra i maestri spagnoli.
Altre opere di Francisco de Zurbarán

Santa Rufina
Francisco de Zurbarán

Agnus Dei
Francisco de Zurbarán

Corpo di San Bonaventura in stato
Francisco de Zurbarán

L'Agnello di Dio
Francisco de Zurbarán

Adorazione dei Magi
Francisco de Zurbarán

Ercole sconfigge il re Geryone
Francisco de Zurbarán

Santa Apollonia
Francisco de Zurbarán

Il Cristo crocifisso con un donatore
Francisco de Zurbarán

Natura morta con limoni, arance e una rosa
Francisco de Zurbarán

Ercole e il toro di Creta
Francisco de Zurbarán






