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San Giacomo Maggiore (Oviedo) — Storia e analisi

Pochi artisti hanno dipinto tanti apostoli quanto El Greco, ma San Giacomo Maggiore (Oviedo) si distingue per le sue origini misteriose e per essere uno di una serie di apostoli commissionati per la Cattedrale di Oviedo alla fine del XVI secolo. A differenza della serie più famosa per Toledo, questo gruppo rimane meno documentato e l'intero insieme non è mai stato riunito nei tempi moderni. Gli studiosi continuano a dibattere se El Greco abbia dipinto queste opere interamente con la propria mano o con un aiuto significativo dal suo laboratorio, una questione complicata dalla mancanza di registrazioni sopravvissute.

I dipinti di Oviedo, incluso questo San Giacomo, sono diventati un punto di riferimento per le discussioni sull'attribuzione e sulla natura della produzione artistica nello studio di El Greco a Toledo. Al centro di questo dipinto, El Greco presenta San Giacomo non come l'apostolo infuocato della leggenda, ma come un pellegrino contemplativo. Il santo è in piedi, con il bastone in mano, lo sguardo rivolto verso il cielo in un momento di rivelazione spirituale. La figura allungata, vestita con una tunica blu e ocra che si avvolge, è tipica dello stile tardivo di El Greco, dove la forma si allunga verso il divino.

La conchiglia sulla mantella di Giacomo lo segna come patrono dei pellegrini e allude al famoso Camino de Santiago. In contrasto con i santi terreni di Caravaggio, il Giacomo di El Greco è illuminato dall'interno, il suo volto e le sue mani quasi luminosi contro lo sfondo tempestoso, suggerendo il fuoco interiore della fede rispetto alla presenza fisica. Il viaggio del dipinto è tanto enigmatico quanto le sue origini. Probabilmente commissionato dalla Cattedrale di Oviedo intorno al 1590, doveva ispirare i fedeli in una regione strettamente legata al culto di San Giacomo.

Nel corso dei secoli, l'opera ha attraversato periodi di abbandono e riscoperta, rispecchiando la reputazione fluttuante di El Greco stesso. Oggi, San Giacomo Maggiore (Oviedo) è riconosciuto come un'opera chiave per comprendere il periodo tardo dell'artista e il suo approccio all'immagine apostolica. Sebbene il mezzo esatto rimanga incerto, il suo tocco espressivo e il colore la contraddistinguono inconfondibilmente come la mano—o almeno la visione—di El Greco.

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