Fine Art

Ritratto di Doña Isabel de Requesens e Enríquez de Cardona-Anglesola — Storia e analisi

Pochi ritratti del Rinascimento hanno suscitato tanto interesse quanto il Ritratto di Doña Isabel de Requesens y Enríquez de Cardona-Anglesola. Commissionato nel 1518 dal cardinale Bibbiena per Francesco I di Francia, il dipinto era destinato a essere un regalo diplomatico, ma la sua attribuzione è stata a lungo dibattuta. Sebbene sia attribuito a Raffaello, molti credono che il suo allievo Giulio Romano abbia eseguito gran parte dell'opera, seguendo il design di Raffaello.

Anche l'identità della modella è rimasta incerta per secoli; un tempo si pensava fosse Giovanna d'Aragona, ma ora è ampiamente accettata come Doña Isabel, la moglie del viceré. Questo alone di mistero, sia nel pennello che nella biografia, ha reso il ritratto un punto di riferimento per gli studiosi della vita di corte rinascimentale. Doña Isabel è seduta rivolta verso lo spettatore, il corpo angolato, lo sguardo diretto ma riservato. Il pittore la cattura in un momento di calma composta, con la mano destra delicatamente appoggiata sul bracciolo della sedia e la sinistra che tiene dolcemente un ventaglio, un emblema di status e raffinatezza.

Il sontuoso velluto e la pelliccia del suo abito, insieme alla complessa catena d'oro attorno al collo, segnalano il suo alto rango nella società napoletana. Il sottile gioco di luce sul suo viso e sulle sue mani attira l'attenzione sulla sua presenza e individualità, una tecnica che ricorda la Mona Lisa di Leonardo da Vinci, ma con una distanza più formale e cortese. Lo sfondo architettonico, con la sua loggia aperta, allude sia al suo mondo nobile che alle influenze romane del pittore. Dopo la sua creazione, il Ritratto di Doña Isabel de Requesens y Enríquez de Cardona-Anglesola viaggiò da Roma a Francia, entrando nella collezione reale di Fontainebleau.

Nel corso dei secoli, l'attribuzione del dipinto oscillò tra Raffaello e il suo atelier, riflettendo la natura collaborativa dei grandi studi rinascimentali. Fu successivamente acquisito dal Museo del Prado, dove ora è esposto come uno dei punti salienti delle loro gallerie rinascimentali. Il ritratto si erge come testimonianza del complesso intreccio tra arte, politica e identità nell'Europa del primo Cinquecento e segna un periodo in cui l'influenza di Raffaello era al suo apice, anche se la sua mano potrebbe essere stata meno presente di quanto si credesse un tempo.

Altre opere di Raphael

Più arte di Ritratto