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Corrente artistica · XIX secolo · Francia e Gran Bretagna

Orientalismo in pittura: quadri e pittori orientalisti

L'Orientalismo nell'arte, o Orientalismo in pittura, è una corrente artistica europea nata in Francia e in Gran Bretagna intorno al 1800, che ritrae il Nord Africa e il Medio Oriente, spesso con dettagli minuziosi dall'aria autentica ma plasmati dall'immaginazione e dagli stereotipi occidentali: il libro di Edward Said che porta lo stesso nome è un'altra cosa. La conquista napoleonica dell'Egitto contribuì a farlo nascere, e l'Orientalismo durò per tutto l'Ottocento. Tra i pittori orientalisti ci sono Jean-Léon Gérôme, Eugène Delacroix, John Frederick Lewis, Eugène Fromentin e Mariano Fortuny; tra gli italiani spicca Alberto Pasini, che nel 1855 accompagnò in Persia una missione diplomatica.

Il nome è discusso. La National Gallery di Londra lo definisce un termine controverso, e dopo «Orientalismo» (1978), il libro di Said, molti studiosi hanno letto la pittura orientalista alla luce del potere coloniale europeo. Il Bonaparte davanti alla Sfinge di Gérôme mostra questa mescolanza: l'incontro tra il generale francese e l'antico monumento è una messinscena, ma ogni pietra e ogni ombra sembrano vere.

Qui sotto trovi 667 quadri e opere dell'Orientalismo in pittura, tutti di pubblico dominio e da scaricare gratis.

Selezione e testi di Pavel MazuelasAggiornato il 5 novembre 2026

Fa parte di Correnti artistiche e stili pittorici: la linea del tempo dal Gotico a oggiVedi anche: Romanticismo, Art pompier (accademismo), Arte islamica

Tutti i quadri e le opere dell'Orientalismo

Scene di vita quotidiana, ritratti, quadri di storia, paesaggi e animali. Tutti di pubblico dominio, da scaricare gratis.

Quadri orientalisti famosi

I quadri orientalisti più conosciuti: fai clic su uno qualsiasi per vederlo da vicino e scaricarlo gratis.

Pittori orientalisti

Nove pittori al centro dell'Orientalismo, da Gérôme e Delacroix a John Frederick Lewis al Cairo e Osman Hamdi Bey a Istanbul. Ogni link apre tutti i loro dipinti.

I quadri orientalisti di Jean-Léon Gérôme

Gérôme andò per la prima volta a Istanbul nel 1853 e in Egitto nel 1856, e vi tornò molte volte. Gli schizzi e le fotografie che riportava fornivano i soggetti dei suoi quadri orientalisti, che per tre decenni, dice il Pera Museum, ebbero grande successo presso i collezionisti.

Tutti i dipinti di Gérôme →

I quadri orientalisti di Delacroix

Nel 1832 Delacroix viaggiò in Marocco con il conte de Mornay, inviato francese presso il sultano, e visitò anche la Spagna e Algeri. Attinse a quel viaggio per decenni, dai «Fanatici di Tangeri» (1837–1838) ai «Cavalli arabi che lottano in una scuderia» (1860).

Tutti i dipinti di Delacroix →

L'Egitto nella pittura orientalista

La conquista napoleonica dell'Egitto contribuì a far nascere il genere, dice la National Gallery di Londra, e più tardi i viaggi a vapore resero facile raggiungere il Cairo, dice la Tate. Gérôme trascorse otto mesi lungo il Nilo e al Cairo nel 1856; Marilhat, Fromentin, Seddon, Makovskij e l'americano Frederick Arthur Bridgman ne dipinsero moschee, strade e rive.

Tutti i dipinti di Fromentin →

Caratteristiche della pittura orientalista

  • La preghiera nella moschea di Jean-Léon Gérôme

    Dettagli dall'aria autentica

    Ogni colonna, tappeto e turbante è dipinto con cura, così la scena sembra la testimonianza di una vera moschea del Cairo. La Tate dice che i pittori orientalisti usavano spesso composizioni minuziosissime per convincere il pubblico dell'autenticità dei loro quadri, e il Clark Art Institute osserva che i dettagli precisi di Gérôme danno un'impressione di esattezza complessiva.

    La preghiera nella moschea, Jean-Léon Gérôme

  • Bonaparte davanti alla Sfinge di Jean-Léon Gérôme

    Luoghi veri, scene inventate

    La Sfinge è vera, ma l'incontro è una messinscena: Gérôme tolse dalla veduta le piramidi per rendere più netto il faccia a faccia tra il generale e il monumento, nota la Fondation Napoléon. Il Clark osserva che molte sue scene riuniscono elementi che il pittore non avrebbe potuto vedere insieme.

    Bonaparte davanti alla Sfinge, Jean-Léon Gérôme

  • Basci-buzuk di Jean-Léon Gérôme

    Costumi da studio

    Gérôme vestì un modello nel suo studio di Parigi con tessuti comprati durante i viaggi, dice il Met. I costumi, le armi e gli oggetti che i pittori riportavano a casa fornivano i dettagli di molti quadri orientalisti, come nota il Clark a proposito della raccolta del suo studio.

    Basci-buzuk, Jean-Léon Gérôme

  • Il giorno dei funerali, scena del Marocco di Jean-Joseph Benjamin-Constant

    Ricordi messi in scena anni dopo

    Benjamin-Constant dipinse questa veglia funebre marocchina per il Salon del 1889, molto tempo dopo il suo soggiorno a Fez; il Petit Palais lo definisce un abile regista dei suoi ricordi marocchini. Anche Fromentin raccoglieva immagini durante i viaggi per trasformarle in quadri per il gusto francese dei soggetti orientali, dice la National Gallery di Londra.

    Il giorno dei funerali, scena del Marocco, Jean-Joseph Benjamin-Constant

  • La sposa di Abido di Eugène Delacroix

    Dramma e avventura

    Delacroix prese questa fuga su una riva in tempesta dal poema di Byron «La sposa di Abido». La Tate dice che ricavare dall'Oriente dramma e fascino romanzesco era centrale nel lavoro dei pittori orientalisti, spesso in contrasto con le loro pretese di esattezza.

    La sposa di Abido, Eugène Delacroix

Prima e dopo l'Orientalismo

  1. Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis DavidNeoclassicismoca. 1750–1850
  2. Viandante sul mare di nebbia di Caspar David FriedrichRomanticismoca. 1780–1850
  3. Bonaparte davanti alla Sfinge di Jean-Léon GérômeOrientalismoXIX secolo
  4. Le spigolatrici di Jean-François MilletRealismoca. 1840–1880
  5. Pollice verso di Jean-Léon GérômeArt pompier (accademismo)metà–fine XIX secolo

L'Orientalismo a confronto con il Romanticismo e la pittura accademica

ConfrontoRomanticismoOrientalismoArt pompier (accademismo)
Periodoca. 1780–1850XIX secolometà–fine XIX secolo
SoggettiNatura selvaggia, tempeste, guerre e rivoluzioni recenti, Medioevo, incubiNord Africa e Medio Oriente: strade, mercati, moschee, deserti, soldati, harem immaginariMiti classici, nudi e grandi scene storiche
ScopoEmozione, dramma ed espressione individualeDettagli dall'aria autentica di un mondo che il pubblico occidentale vedeva come esoticoUna finitura levigata che segue le regole dell'accademia
Esempio famosoDelacroix, «La libertà che guida il popolo»Gérôme, «Bonaparte davanti alla Sfinge»Gérôme, «Pollice verso»
Artisti principaliFriedrich, Turner, Delacroix, GoyaGérôme, Delacroix, Lewis, Fromentin, FortunyBouguereau, Cabanel, Gérôme

Quadri orientalisti e i loro autori

I quadri orientalisti famosi: chi li ha dipinti, quando e dove si trova oggi ciascuno.

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Opere famose di questa corrente, con l'autore, l'anno, la tecnica, le dimensioni e il museo e la città in cui si trova ciascuna.
OperaArtistaAnnoTecnicaDimensioniDove si trovaCittà
L'addestratore di tartarugheOsman Hamdi Bey1906Olio su tela221,5 × 120 cmPera MuseumIstanbul
Donne di Algeri nei loro appartamentiEugène Delacroix1834Olio su tela180 × 229 cmMuseo del LouvreParigi
Bonaparte davanti alla SfingeJean-Léon Gérômeca. 1867Olio su tela61,6 × 101,9 cmHearst CastleSan Simeon (California)
Cleopatra prova il veleno sui condannati a morteAlexandre Cabanel1887Olio su tela162,6 × 287,6 cmMuseo reale di belle arti di AnversaAnversa
La preghiera nella moscheaJean-Léon Gérômeentro il 1874Olio su tela88,9 × 74,9 cmMetropolitan Museum of Art di New YorkNew York
Nozze ebraiche in MaroccoEugène Delacroix1839Olio su tela105 × 140,5 cmMuseo del LouvreParigi
Basci-buzukJean-Léon Gérôme1868–1869Olio su tela80,6 × 66 cmMetropolitan Museum of Art di New YorkNew York
Donna arabaJohn Singer Sargent1905–1906Acquerello e guazzo su carta45,7 × 30,5 cmMetropolitan Museum of Art di New YorkNew York
La battaglia di TetuanMariano Fortuny1862–1866Olio su tela300 × 972 cmMuseu Nacional d'Art de CatalunyaBarcellona
La sposa di AbidoEugène Delacroixca. 1825–1850Olio su tela35,5 × 27,5 cmMuseo del LouvreParigi
Donna egiziana con orecchiniJohn Singer Sargent1890–1891Olio su tela64,1 × 53,3 cmMetropolitan Museum of Art di New YorkNew York
Egiziani che attingono acqua dal NiloJohn Singer Sargent1890–1891Olio su tela63,5 × 53,3 cmMetropolitan Museum of Art di New YorkNew York
Il giorno dei funerali, scena del MaroccoJean-Joseph Benjamin-Constant1889Olio su tela278 × 428 cmPetit PalaisParigi

Orientalismo: domande e risposte

Cos'è l'Orientalismo in pittura?

In arte l'Orientalismo è la pittura europea dell'Ottocento che ritrae il Nord Africa e il Medio Oriente: strade e mercati, moschee, deserti, soldati e harem immaginari, spesso dipinti con dettagli nitidi e dall'aria autentica. La National Gallery di Londra lo definisce un termine fluido, complesso e controverso, di origine francese, e dice che molti di questi quadri riflettevano gli stereotipi occidentali su popoli allora sotto controllo coloniale. Il vocabolario artistico del Getty lo colloca sotto l'esotismo, come arte occidentale che riprende l'aspetto dell'arte o della cultura asiatica.

Fonti: National Gallery di Londra: Orientalism (glossario) · Getty AAT: Orientalism

L'Orientalismo in pittura è lo stesso di cui parla Edward Said?

No, ma sono collegati. L'Orientalismo in pittura è l'arte dell'Ottocento che ritrae il Nord Africa e il Medio Oriente; «Orientalismo» (1978) di Edward Said è un saggio che critica il modo in cui l'Occidente ha rappresentato l'Oriente, descritto da Said come uno stile occidentale per dominarlo, ristrutturarlo e avere autorità su di esso. Il Clark Art Institute nota che «L'incantatore di serpenti» di Gérôme era sulla copertina del libro, che non lo nomina mai, e che molti autori hanno studiato la pittura orientalista alla luce della sua tesi; la National Gallery di Londra parla di un termine controverso.

Fonti: Clark Art Institute: Snake Charmer, scheda del catalogo della collezione (PDF) · Pera Museum: Jean-Léon Gérôme, Cultural Interactions in the Age of Change · National Gallery di Londra: Orientalism (glossario)

Quali sono le caratteristiche della pittura orientalista?

La pittura orientalista unisce dettagli precisi e convincenti a dramma e fantasia. La Tate dice che gli orientalisti britannici cercavano di convincere il pubblico dell'autenticità dei loro quadri, spesso con composizioni minuziosissime, e insieme ricavavano dall'Oriente dramma e fascino romanzesco; nelle immagini dell'harem e della Terrasanta i due impulsi erano spesso in contrasto. Il Clark Art Institute osserva che l'architettura, gli ornamenti e i costumi esatti di Gérôme danno un'impressione di esattezza complessiva anche in scene a cui non poteva aver assistito.

Fonti: Tate: The Lure of the East: British Orientalist Painters · Clark Art Institute: Snake Charmer, scheda del catalogo della collezione (PDF)

Quando nasce e quando finisce l'Orientalismo in pittura?

L'Orientalismo appartiene soprattutto all'Ottocento. La National Gallery di Londra collega la sua nascita alla conquista napoleonica dell'Egitto, a cavallo tra Settecento e Ottocento, e alla successiva colonizzazione francese del Nord Africa; la Tate dice che la pittura orientalista fiorì dopo che i viaggi a vapore resero relativamente facile raggiungere il Cairo, Gerusalemme e Istanbul. I pittori occidentali avevano ritratto la regione anche prima e continuarono anche dopo: la mostra della Tate «The Lure of the East» (2008) copriva la pittura britannica dal Seicento all'inizio del Novecento.

Fonti: National Gallery di Londra: Orientalism (glossario) · Tate: The Lure of the East: British Orientalist Painters

Chi sono i pittori orientalisti più famosi?

I pittori orientalisti più noti sono Jean-Léon Gérôme, Eugène Delacroix, Jean-Auguste-Dominique Ingres, John Frederick Lewis ed Eugène Fromentin. Il Pera Museum di Istanbul considera Gérôme uno dei primi nomi che vengono in mente per l'arte orientalista; la National Gallery di Londra dice che Ingres è famoso per le sue scene d'evasione ambientate in Oriente e che Fromentin si specializzò in scene nordafricane; la UK Government Art Collection definisce Lewis il principale artista orientalista d'Inghilterra. Dipinsero la regione anche lo spagnolo Mariano Fortuny, il russo Vasilij Vereščagin, allievo di Gérôme, e il pittore ottomano Osman Hamdi Bey, che lo conosceva.

Fonti: Pera Museum: Jean-Léon Gérôme, Cultural Interactions in the Age of Change · National Gallery di Londra: Jean-Auguste-Dominique Ingres · National Gallery di Londra: Eugène Fromentin · UK Government Art Collection: John Frederick Lewis · National Gallery di Londra: Mariano Fortuny · Museo russo di San Pietroburgo: Vasilij Vereščagin

Chi sono i pittori orientalisti italiani?

Il più noto pittore orientalista italiano è Alberto Pasini (1826–1899): il Museo di belle arti di Montréal lo considera il più abile tra gli italiani che praticarono il genere. Formatosi all'Accademia di Parma, nel 1855 sostituì Théodore Chassériau come disegnatore nella missione del ministro plenipotenziario Prosper Bourée in Persia, ricorda il Museo Thyssen-Bornemisza, e da allora si specializzò in quadri di tema orientale, scrive la Treccani. Il Dizionario Biografico degli Italiani colloca nella corrente orientalista emiliana che risale a Pasini il bolognese Fabio Fabbi (1861–1945), che dal 1886 viaggiò più volte in Egitto e dipinse temi esotici e di viaggio.

Fonti: Museo di belle arti di Montréal: Entrance to the Bazaar, Cairo · Museo Thyssen-Bornemisza: Pasini, Alberto · Treccani: Pasini, Alberto · Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani: Fabbi, Fabio

Perché i pittori europei dipingevano il Nord Africa e il Medio Oriente?

Perché la conquista, i viaggi e il mercato dell'arte li spingevano in quella direzione. La National Gallery di Londra lega la nascita del genere alla propaganda intorno alla conquista napoleonica dell'Egitto e alla successiva colonizzazione francese del Nord Africa; la Tate dice che i viaggi a vapore resero facile raggiungere il Cairo, Gerusalemme e Istanbul; e la National Gallery racconta che Fromentin trasformava le immagini dei suoi viaggi in quadri per soddisfare il gusto francese per i soggetti orientali. Alcuni partirono in missione ufficiale: Delacroix andò in Marocco nel 1832 con l'inviato francese conte de Mornay.

Fonti: National Gallery di Londra: Orientalism (glossario) · Tate: The Lure of the East: British Orientalist Painters · National Gallery di Londra: Eugène Fromentin · Minneapolis Institute of Art: Delacroix, Fanatics of Tangier (Google Arts & Culture)

I quadri orientalisti erano fedeli alla realtà?

Spesso erano fedeli nei dettagli, ma non nella scena nel suo insieme. Il Clark Art Institute mostra che Gérôme copiò le piastrelle dell'«Incantatore di serpenti» da fotografie del Palazzo di Topkapı a Istanbul e il pavimento da un suo quadro di una moschea del Cairo, e ambientò un'esibizione egiziana in una stanza inventata: una scena a cui non poteva aver assistito. La Tate dice che i quadri di harem e di Terrasanta, in particolare, lasciano dubbi sulla loro esattezza, mentre il Petit Palais trova un ritratto abbastanza preciso di persone, oggetti e costumi nella scena funebre marocchina di Benjamin-Constant.

Fonti: Clark Art Institute: Snake Charmer, scheda del catalogo della collezione (PDF) · Pera Museum: Jean-Léon Gérôme, Cultural Interactions in the Age of Change · Tate: The Lure of the East: British Orientalist Painters · Petit Palais: Benjamin-Constant, Le jour des funérailles (Paris Musées)

Cosa dipinse Delacroix in Marocco?

Delacroix dipinse soggetti marocchini per decenni dopo il viaggio del 1832, quando accompagnò l'inviato francese conte de Mornay presso il sultano del Marocco. Il Minneapolis Institute of Art racconta che osservò da una soffitta di Tangeri la frenesia della confraternita degli Aïssaoua, la scena dei suoi «Fanatici di Tangeri» (1837–1838). Dipinse il sultano che esce dal palazzo di Meknès per il Salon del 1845 ed espose «Nozze ebraiche in Marocco» al Salon del 1841. Le sue «Donne di Algeri nei loro appartamenti», acquistate al Salon del 1834, sono al Louvre.

Fonti: Minneapolis Institute of Art: Delacroix, Fanatics of Tangier (Google Arts & Culture) · National Gallery di Londra: Eugène Delacroix · Musée des Augustins di Tolosa: Delacroix, Le Sultan du Maroc (scheda Joconde, in francese) · Museo del Louvre · Museo del Louvre

Quali sono i quadri orientalisti più famosi di Jean-Léon Gérôme?

Tra i quadri orientalisti più noti di Gérôme ci sono «Bonaparte davanti alla Sfinge», «La preghiera nella moschea», «L'incantatore di serpenti», «Basci-buzuk» e «Il mercante di tappeti». Andò per la prima volta a Istanbul nel 1853 e in Egitto nel 1856, e gli schizzi e le fotografie che riportò dai molti viaggi successivi fornirono i soggetti di questi quadri, dice il Pera Museum. «Il mercante di tappeti» mostra il cortile del mercato dei tappeti del Cairo, che visitò nel 1885, secondo il Minneapolis Institute of Art.

Fonti: Pera Museum: Jean-Léon Gérôme, Cultural Interactions in the Age of Change · Clark Art Institute: Snake Charmer, scheda del catalogo della collezione (PDF) · Minneapolis Institute of Art: Gérôme, The Carpet Merchant (Google Arts & Culture) · Metropolitan Museum of Art

Che differenza c'è tra Orientalismo e Romanticismo in pittura?

Il Romanticismo è un ampio movimento di sentimento, dramma e natura che la Tate colloca tra il 1780 e il 1830 circa, mentre l'Orientalismo si definisce per il soggetto, il Nord Africa e il Medio Oriente, e attraversa tutto l'Ottocento. I due si sovrappongono: Delacroix, che la National Gallery di Londra definisce il principale esponente del Romanticismo nella pittura francese, dipinse soggetti marocchini dopo il 1832, e il Louvre espone le sue «Donne di Algeri» nella sala del Romanticismo. Nel 2012 il Musée Condé di Chantilly intitolò una mostra «Delacroix e l'alba dell'Orientalismo».

Fonti: Tate: Romanticism · National Gallery di Londra: Eugène Delacroix · Museo del Louvre · Museo del Louvre

L'Orientalismo è la stessa cosa dell'arte del mondo islamico?

No. L'Orientalismo è l'arte di pittori occidentali, soprattutto francesi e britannici, che ritraggono il Nord Africa e il Medio Oriente; il vocabolario artistico del Getty lo definisce come la comparsa di caratteri dell'arte o della cultura asiatica nella pratica artistica occidentale. L'arte islamica è invece l'arte nata all'interno delle stesse culture islamiche, come le miniature persiane della nostra pagina sull'arte islamica.

Fonti: Getty AAT: Orientalism · National Gallery di Londra: Orientalism (glossario)

I quadri orientalisti sono di pubblico dominio e si possono scaricare gratis?

Sì. Tutti i pittori di questi quadri famosi morirono entro il 1928, quindi le loro opere sono di pubblico dominio negli Stati Uniti e nei Paesi in cui il diritto d'autore scade 70 anni dopo la morte dell'artista. Puoi scaricarle gratis e usarle per qualsiasi scopo, anche commerciale. Alcuni Paesi hanno regole proprie sulle fotografie delle opere d'arte: verificale se pubblichi fuori dagli Stati Uniti.

Fonti: Biblioteca della Cornell University: Copyright Term and the Public Domain

Come abbiamo scelto i quadri famosi

I quadri famosi scelti qui sono i dipinti orientalisti più conosciuti nel mondo in base al numero di lingue in cui esiste una voce di enciclopedia dedicata a ciascuno (dato verificato a novembre 2026), e contando solo i quadri con una voce in almeno due lingue. Nessun pittore ne ha più di tre: per questo «Il mercante di tappeti» e «Le due maestà» di Gérôme compaiono più in basso, in una fila a parte, e «Arabi che giocano a scacchi» di Delacroix non è nell'elenco.

Includiamo solo quadri che il nostro catalogo classifica come Orientalismo o che il museo che li conserva o Wikidata considerano orientalisti, e solo scene del Nord Africa e del Medio Oriente: alcuni quadri classificati come Orientalismo, come i «Giovani greci che assistono a un combattimento di galli» di Gérôme, ambientato nell'antica Grecia, non lo sono. Abbiamo escluso anche le scene di harem, di bagni e di mercati di schiavi con nudi, tra cui «Il bagno turco» di Ingres e «Il mercato degli schiavi» di Gérôme, oltre all'«Incantatore di serpenti» di Gérôme, il cui protagonista è un ragazzo nudo. Alcune opere famose, come «Cleopatra e Cesare» di Gérôme, non sono ancora nel nostro catalogo.

Date, misure e collocazioni vengono dalle schede dei musei e da Wikidata.

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